Marsiglia – 09.06.2026: Il regista israeliano Nadav Lapid ha annullato la sua partecipazione al Festival International de Documentaire (FID) Marseille, previsto dal 7 al 12 luglio 2026. La decisione segue gli appelli al boicottaggio da parte di diversi cineasti, che hanno protestato contro la sua presenza e ritirato la loro partecipazione al festival.
Lapid, che vive in Francia dal 2021, è noto per la sua posizione critica verso il governo israeliano. Era previsto fosse membro della giuria del festival e presentasse il suo ultimo film “Le Policier” oltre al documentario “Oui” (2025). Quest’ultimo affronta una visione sfumata della società israeliana dopo gli eventi del 7 ottobre 2023 e il successivo conflitto a Gaza.
La controversia è iniziata quando partecipanti al festival, sostenitori del boicottaggio culturale contro Israele, hanno ritirato i propri film dalla competizione. Hanno motivato la loro protesta con la decisione di non sostenere istituzioni legate allo Stato israeliano. Lapid ha replicato duramente alle chiamate al boicottaggio, definendole “crudele” e “perverse”.
Tsveta Dobreva, direttrice del FID Marseille, ha dichiarato che le azioni di boicottaggio sono state avviate da un gruppo all’interno del festival. Lapid era stato inizialmente invitato a far parte della giuria, poi si è tentato di escluderlo dalla giuria stessa. Successivamente sono stati boicottati sia la proiezione prevista del film che una lettura del suo libro. In questo contesto, Lapid ha deciso di ritirarsi per non gravare ulteriormente sul festival.
Il FID Marseille ha espresso il proprio rammarico per l’incidente, sottolineando in una nota che è inaccettabile ritenere singoli artisti responsabili delle decisioni politiche del loro governo nazionale. Il festival si è schierato a favore della pluralità di opinioni, evidenziando l’importanza di “ascoltare e sostenere voci singole come quella di Nadav Lapid”.
Questi eventi mettono in evidenza le difficili posizioni di artisti e istituzioni culturali quando diventano bersaglio di controversie politiche legate a conflitti internazionali. Emergere chiaramente come la libertà artistica e le posizioni politiche siano strettamente intrecciate e come gli eventi culturali siano sempre più coinvolti in dibattiti politici.
Il caso evidenzia anche come le strategie di boicottaggio verso specifici paesi o loro rappresentanti nella scena culturale possano generare tensioni che superano il mezzo cinematografico. Numerose voci mettono in guardia contro l’uso politico delle piattaforme culturali, poiché ciò ostacola il lavoro artistico indipendente e compromette il dialogo tra prospettive diverse. Nonostante il ritiro di Lapid, il tema della libertà culturale e della responsabilità politica rimane al centro del dibattito culturale internazionale.
Fonti
- Le Monde
- AFP
- Le Film Français