Il 17 giugno sembra a prima vista un giorno qualunque del calendario. Ma uno sguardo nei libri di storia rivela qualcosa di diverso: in questa data si sono ripetuti eventi che hanno scosso sistemi politici, cambiato società e indirizzato il corso della storia verso nuove strade. Dai primi passi della Rivoluzione Francese a decisioni drammatiche durante la Seconda Guerra Mondiale, fino a uno scandalo politico che ha portato alla caduta di un presidente americano – il 17 giugno possiede un impatto storico notevole.
Particolarmente in Francia questa data ha lasciato tracce profonde.
Il 17 giugno 1789 accadde qualcosa che molti storici considerano l’inizio politico vero e proprio della Rivoluzione Francese. I rappresentanti del Terzo Stato si dichiararono Assemblea Nazionale. Con ciò misero apertamente in discussione l’ordine finora vigente del regno. Invece di riconoscere il re come unica fonte del potere, rivendicarono di parlare a nome della nazione.
Quello che oggi appare scontato – ovvero che il potere politico derivi dal popolo – allora era un’idea rivoluzionaria.
La Francia era in una grave crisi finanziaria. Debiti elevati, cattivi raccolti e disuguaglianze sociali avevano avvelenato il clima nel paese. Mentre nobiltà e clero godevano di numerosi privilegi, la popolazione ampia sopportava gran parte del carico fiscale. La decisione del 17 giugno fu quindi molto più di un atto parlamentare. Rappresentò un attacco frontale alle fondamenta dell’Ancien Régime.
Poche settimane dopo cadde la Bastiglia.
Il resto è storia.
Tuttavia il 17 giugno riappare nelle ore cruciali del destino francese – e precisamente in una delle fasi più oscure del paese.
Nel giugno 1940 la Francia si trovava sull’orlo del collasso militare. La Wehrmacht tedesca aveva occupato vaste parti del paese nel giro di poche settimane. Milioni di persone erano in fuga. Le strade si trasformarono in interminabili colonne di auto, carri trainati da cavalli e pedoni.
Il 17 giugno 1940 il maresciallo Philippe Pétain tenne un discorso radiofonico alla popolazione. Annunciò la sua intenzione di negoziare un armistizio con la Germania. Per molti francesi ciò suonò come un’ammissione di sconfitta.
Lo stesso giorno il generale Charles de Gaulle lasciò la Francia diretto a Londra.
Questo passo apparve inizialmente insignificante.
In realtà pose le basi per la resistenza francese all’occupazione tedesca. Già il giorno seguente de Gaulle pronunciò il suo celebre appello dalla BBC. Invitava i francesi a continuare la lotta e a non accettare la sconfitta.
Si potrebbe dire: il 17 giugno 1940 segnò la biforcazione della storia francese – da una parte l’adattamento, dall’altra la resistenza.
Anche fuori dalla Francia questa data ha scritto la storia.
Il 17 giugno 1775, durante la Guerra d’Indipendenza americana, si combatté la battaglia di Bunker Hill. Le truppe britanniche vinsero sul campo, ma pagarono un prezzo alto. Le perdite furono tali che molti osservatori compresero: i coloni non si sarebbero arresi senza combattere.
La battaglia ebbe dunque un grande valore simbolico.
Talvolta una vittoria di Pirro racconta più del futuro di una sconfitta.
Un altro evento notevole avvenne il 17 giugno 1885. In questo giorno la Statua della Libertà arrivò al porto di New York. Smontata in numerosi pezzi, giunse dalla Francia attraverso l’Atlantico. Il dono aveva lo scopo di celebrare l’amicizia tra le due nazioni.
Oggi la Statua è uno dei simboli più noti al mondo.
Milioni di immigrati la videro al loro arrivo negli Stati Uniti come il primo grande simbolo della loro nuova patria. Libertà, speranza e un nuovo inizio – tutte queste idee si condensano in un unico monumento.
Quasi un secolo dopo, il 17 giugno tornò al centro della politica mondiale.
Il 17 giugno 1972 cinque uomini furono arrestati durante l’intrusione nel complesso Watergate a Washington. Inizialmente sembrava un caso ordinario di spionaggio politico. Ma le indagini rivelarono gradualmente una rete di insabbiamenti, abusi di potere e attività illegali.
Lo scandalo Watergate scosse profondamente gli Stati Uniti.
Il presidente Richard Nixon perse gradualmente consenso e si dimise nel 1974. Ancora oggi Watergate è considerato un esempio emblematico di come media indipendenti e istituzioni dello stato di diritto possano controllare il potere politico.
Il nome dell’edificio divenne sinonimo di scandali politici.
Non male per un semplice furto, vero?
Anche la Germania collega al 17 giugno un evento decisivo. Il 17 giugno 1953 centinaia di migliaia di persone a Berlino Est e in varie città della DDR si sollevarono contro il regime comunista. Da proteste di operai edili nacque una rivolta popolare.
Le truppe di occupazione sovietiche la repressero con la forza.
Tuttavia la rivolta rimase un simbolo del desiderio di libertà e autodeterminazione. Nella Repubblica Federale tedesca il “Giorno dell’Unità Tedesca” ricordò fino al 1990 questi eventi. Solo con la riunificazione il 3 ottobre assunse questo ruolo.
Guardare al 17 giugno mostra uno schema affascinante. Innumerevoli volte gli eventi di questo giorno si sono concentrati su temi simili: partecipazione politica, libertà, resistenza e lotta contro le strutture di potere esistenti.
L’Assemblea Nazionale del 1789 mise in discussione la monarchia.
De Gaulle si oppose alla capitolazione.
I manifestanti del 1953 reclamarono diritti politici.
Watergate dimostrò che anche i governi democratici devono rispettare dei limiti.
Tra questi eventi passano decenni, a volte secoli. Eppure li unisce un nucleo comune: le persone non accettarono più le condizioni esistenti e cercarono un cambiamento.
Proprio per questo il 17 giugno appare sorprendentemente moderno.
Molti dibattiti della nostra epoca – su democrazia, diritti civili, controllo statale o responsabilità politica – hanno radici in sviluppi che in questa data divennero evidenti. La storia sembra spesso un museo lontano pieno di ricordi impolverati. Ma a volte basta uno sguardo a un singolo giorno del calendario per capire quanto il passato sia ancora presente nel presente.
Il 17 giugno appartiene indubbiamente a questi giorni.