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Nachrichten.fr · August 11, 2026

40 gradi? Nessun motivo di agitarsi. Basta continuare a sudare.

KI-Illustration

Qualche opuscolo.

Fatto.

Come se a un paziente con una gamba rotta si consigliasse di camminare un po’ piu prudentemente in futuro.

Diventa particolarmente grottesco quando persone che lavorano in ministeri climatizzati parlano di quanto bene la popolazione si sia adattata.

Naturalmente lo ha fatto.

Che altra scelta le resta?

Chi vive in un appartamento sottotetto si adatta.

Chi lavora in cantiere si adatta.

Chi lavora nell’agricoltura sotto un sole cocente si adatta.

Chi di notte non chiude occhio si adatta ugualmente.

Adattamento suona come forza.

In realta, spesso non significa altro che: non si ha scelta.

Forse dovremmo smettere di celebrarci per questa capacita di sopportazione.

Perche una societa non dimostra la propria forza accettando in silenzio carichi sempre maggiori.

La dimostra riconoscendo le storture prima che la rassegnazione diventi ragion di Stato.

La frase piu pericolosa di questa estate non e quindi: “Oggi si raggiungeranno i 40 gradi.”

La frase piu pericolosa e: “Ci si abitua.”

Perche non appena una societa comincia ad abituarsi all’inaccettabile, perde l’ambizione di cambiarlo.

Ed e proprio allora che il caldo vince.

Non fuori.

Ma nelle nostre teste.

Andreas M. Brucker

La Francia suda. Di nuovo.

In realta, e formulato male. La Francia non suda piu: la Francia bolle. Lentamente. Regolarmente. A fuoco basso. E la reazione ufficiale ricorda ormai quella di un cameriere che spiega gentilmente a un cliente in un ristorante in fiamme che la zuppa oggi e purtroppo un po’ piu calda del solito.

43 dipartimenti sotto allerta caldo. Domani forse di piu. Dopodomani forse di meno. E allora? L’importante e che l’app di allerta funzioni ancora prima che lo smartphone smetta di funzionare per surriscaldamento.

Ormai si conosce il rituale a memoria.

I meteorologi avvertono. I politici lanciano appelli. I media mostrano immagini di bambini nelle fontane. Qualcuno intervista un gelataio che si rallegra dei buoni affari. E poi un esperto spiega con aria seria che tra le 12 e le 16 si dovrebbe evitare lo sforzo fisico.

Ma davvero.

Il lattoniere ringrazia sentitamente. Anche l’operaio stradale. Anche l’operatore sanitario senza aria condizionata nel suo reparto accogliera questa informazione con grande interesse.

Ci sono consigli utili piu o meno quanto l’avvertimento di cercare di restare asciutti quando piove.

Particolarmente affascinante, tuttavia, e la nostra capacita di raccontarci che ogni assurdita va bene.

38 gradi?

“C’erano anche una volta.”

40 gradi?

“E stato solo un giorno.”

Terza ondata di calore?

“L’estate e sempre stata calda.”

Certo. Una volta c’erano anche i dinosauri. Eppure questo non li rende un mezzo di trasporto adatto.

La verita e piu scomoda.

Non e la singola ondata di calore a cambiare la Francia.

E la sua persistenza a cambiare la Francia.

Una volta si aspettava l’estate.

Oggi si aspetta che finalmente se ne vada di nuovo.

Si dorme male. Si lavora peggio. I nervi sono a fior di pelle. Gli appartamenti si trasformano in forni. Le citta immagazzinano il calore come una batteria che ha dimenticato come scaricarsi. Persino di notte l’aria sembra uscire direttamente dall’asciugacapelli di un parrucchiere troppo zelante.

Eppure si sente questa frase.

“Dobbiamo semplicemente sopportarlo.”

No.

Non dobbiamo.

Il caldo si puo sopportare per qualche giorno. Accettare settimane di stanchezza come nuova normalita e tutt’altra cosa.

Eppure e proprio questo che accade.

L’eccezione diventa abitudine.

Gli avvertimenti diventano rumore di fondo.

L’indignazione diventa un’alzata di spalle.

Forse e questa la piu grande conquista del nostro tempo: ci abituiamo alle crisi piu rapidamente di quanto sviluppiamo soluzioni.

Invece di discutere di come rendere finalmente piu fresche le citta, isolare meglio gli appartamenti o organizzare con maggiore flessibilita gli orari di lavoro, preferiamo discutere se 39 gradi siano ancora caldi o gia “piuttosto tiepidi”.

La Francia sembra ormai aver sviluppato un talento sorprendente nel gestire i sintomi.

Una fontanella qui.

Un parco ombreggiato la.

Una conferenza stampa.

Andreas M. Brucker

Andreas M. Brucker

Qualche opuscolo.

Fatto.

Come se a un paziente con una gamba rotta si consigliasse di camminare un po’ piu prudentemente in futuro.

Diventa particolarmente grottesco quando persone che lavorano in ministeri climatizzati parlano di quanto bene la popolazione si sia adattata.

Naturalmente lo ha fatto.

Che altra scelta le resta?

Chi vive in un appartamento sottotetto si adatta.

Chi lavora in cantiere si adatta.

Chi lavora nell’agricoltura sotto un sole cocente si adatta.

Chi di notte non chiude occhio si adatta ugualmente.

Adattamento suona come forza.

In realta, spesso non significa altro che: non si ha scelta.

Forse dovremmo smettere di celebrarci per questa capacita di sopportazione.

Perche una societa non dimostra la propria forza accettando in silenzio carichi sempre maggiori.

La dimostra riconoscendo le storture prima che la rassegnazione diventi ragion di Stato.

La frase piu pericolosa di questa estate non e quindi: “Oggi si raggiungeranno i 40 gradi.”

La frase piu pericolosa e: “Ci si abitua.”

Perche non appena una societa comincia ad abituarsi all’inaccettabile, perde l’ambizione di cambiarlo.

Ed e proprio allora che il caldo vince.

Non fuori.

Ma nelle nostre teste.

Andreas M. Brucker