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Nachrichten.fr · July 27, 2026

80 anni dopo: la Francia ricorda il D-Day “dimenticato” della Provenza

Il 15 agosto 1944, oltre 100.000 soldati alleati – americani, canadesi e britannici – assaltarono le spiagge del Var. Ciò aprì la strada all’«Armée B», una forza di oltre 250.000 soldati, provenienti in gran parte dalle colonie francesi in Africa. In meno di due settimane, Tolone e Marsiglia furono riconquistate e liberate dalla Wehrmacht tedesca – un successo decisivo per la liberazione dell’Europa.

Ma cosa rende oggi questo evento, 80 anni dopo, così speciale?

La risposta risiede nella memoria e nel riconoscimento. L’«Armée B», guidata dal generale de Lattre de Tassigny, era composta in gran parte da soldati nordafricani e combattenti provenienti dalle colonie francesi. Quasi 130.000 soldati «musulmani», come venivano allora definiti, provenivano dall’Algeria e dal Marocco, ai quali si aggiungevano 12.000 soldati coloniali, tra cui tiratori senegalesi, «Marsouins» del Pacifico e truppe delle Antille francesi. Questi uomini combatterono e morirono per una Francia che spesso conoscevano solo come potenza coloniale.

In passato, questo contributo è stato spesso trascurato – ed è proprio qui che si concentra la commemorazione di quest’anno. Il presidente Emmanuel Macron ha sottolineato durante la cerimonia di quest’anno l’importanza di questi soldati e l’obbligo di non dimenticare mai il loro sacrificio. È un momento di riflessione collettiva – e forse anche un invito a raccontare nuovamente la storia, per onorare coloro che nei libri di storia compaiono spesso solo come nota a margine.

Il fatto che la commemorazione di quest’anno, che si svolge in forma ristretta, venga visitata da diversi capi di Stato africani dimostra il perdurante legame tra la Francia e le sue ex colonie. Tra i presenti figurano, tra gli altri, i presidenti di Camerun, Togo e Repubblica Centrafricana, nonché i primi ministri delle Comore e del Marocco. Altri Paesi come il Senegal e la Costa d’Avorio erano rappresentati da ministri, mentre alcuni Stati, tra cui Niger e Mali, hanno rinunciato a partecipare – un segno delle relazioni più complesse e tese con questi Paesi.

Non solo i ricordi, ma anche il tempo ha reso eccezionale la commemorazione di quest’anno. Un forte maltempo ha costretto gli organizzatori ad annullare parti del programma, tra cui una prevista rievocazione dello sbarco nella baia di Tolone. L’attenzione si è invece concentrata sulle parole – e quelle parole hanno avuto risonanza.

Il ruolo dell’«Armée B» e dei suoi soldati provenienti dalle colonie viene onorato quest’anno più che mai. È un promemoria del fatto che la strada verso la libertà e la pace è stata spesso spianata da coloro le cui storie sono rimaste nell’ombra. A volte ci vogliono 80 anni perché queste storie siano pienamente sotto i riflettori dell’opinione pubblica.

Le celebrazioni si concludono con un pranzo simbolico sulla portaelicotteri francese “Dixmude”, dove i capi di Stato presenti si riuniscono in un ristretto gruppo. Ma molte domande sollevate da questa commemorazione sono ancora ben lontane dall’essere risposte. Chi ricorderà, tra 20 anni, in occasione della celebrazione del 100° anniversario dello sbarco in Provenza – e cosa verrà raccontato?