Indietro

Nachrichten.fr · May 16, 2026

A Fécamp le turbine offshore dividono la popolazione – ma portano denaro ai comuni

Di fronte alle scogliere di gesso della Costa d’Alabastro fanno ormai parte integrante del paesaggio normanno le 71 turbine del parco eolico offshore di Fécamp. Dalla piena entrata in servizio nel 2024 producono elettricità per gran parte del dipartimento della Seine-Maritime. Sulla terraferma, però, alimentano ancora un acceso dibattito su transizione energetica, tutela del paesaggio e finanze comunali.

Perché a Fécamp e nei comuni circostanti la questione resta delicata. Alcuni abitanti criticano una progressiva industrializzazione della costa e temono conseguenze a lungo termine per l’ambiente marino, la pesca o l’identità turistica della regione costiera normanna. I contrari al progetto ricordano che le controversie giudiziarie si sono protratte per anni, prima che gli ultimi ricorsi venissero definitivamente respinti.

Altri invece considerano le gigantesche installazioni in mare come simbolo di modernizzazione energetica e come risposta concreta alla dipendenza dai combustibili fossili. In una regione storicamente legata all’industria e all’economia marittima, il parco offshore rappresenta inoltre nuovi posti di lavoro, infrastrutture aggiuntive e ingenti investimenti nei porti di Fécamp e Le Havre.

Tuttavia, ciò che ha particolarmente mutato la percezione locale sono gli effetti finanziari.

Grazie alla tassa sull’eolico offshore redistribuita dallo Stato francese, oggi numerosi comuni lungo la Costa d’Alabastro beneficiano di nuovi introiti, che, rapportati alle loro dimensioni, risultano talvolta considerevoli. In totale diciassette comuni costieri ricevono una quota dei proventi del parco eolico.

Per alcuni piccoli paesi ciò significa una vera e propria trasformazione dei bilanci comunali. A Bénouville, per esempio, il sindaco dichiara che la tassa sull’eolico corrisponde a circa il 50% di entrate aggiuntive all’anno – e questo per quasi due decenni. Con questi fondi sono state finanziate strutture pubbliche, piste ciclabili, impianti turistici e progetti locali che per un piccolo comune rurale sarebbero stati fino a poco tempo fa difficilmente realizzabili.

In questo si rivela tutto il paradosso dell’eolico offshore francese: più un progetto è contestato all’inizio, più i suoi vantaggi economici sul territorio diventano visibili una volta che le turbine entrano effettivamente in funzione.

Il dibattito ormai va ben oltre Fécamp. Lungo l’intera costa francese lo Stato sta promuovendo con forza lo sviluppo dell’eolico offshore. Entro il 2050 dovrebbero essere installati diverse decine di gigawatt di capacità aggiuntiva. Sia la Manica sia la costa atlantica sono considerate aree chiave per i prossimi progetti.

Proprio questo sviluppo solleva però una questione politicamente delicata: fino a che punto le regioni sono disposte ad accettare tali infrastrutture – in cambio di nuove entrate fiscali e di spinta economica?

A Fécamp la risposta oggi è estremamente ambivalente. Molti abitanti continuano a non gradire le turbine. Allo stesso tempo, molti riconoscono che gli introiti generati finanziano ormai strade, strutture pubbliche, mobilità dolce o progetti turistici.

In Normandia, come altrove, l’eolico offshore mostra dunque una realtà tipicamente francese: la trasformazione ecologica è spesso maggiormente accettata quando migliora concretamente la vita quotidiana dei comuni.

Andreas M. Brucker