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Nachrichten.fr · July 2, 2026

Accusa di falsa testimonianza: la giustizia archivia il procedimento contro la ministra Aurore Bergé

Parigi – 02.07.2026: La giustizia ha archiviato il procedimento d’inchiesta contro la ministra francese Aurore Bergé. L’accusa che avesse il 30 aprile 2024 mentito sotto giuramento davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul modello di business dei nidi privati non si è potuta confermare dopo l’analisi degli atti. Il tribunale competente ha così accolto la richiesta della procura, che già alla fine di maggio 2026 aveva auspicato un non luogo a procedere.

L’origine del procedimento è stata una denuncia presentata dopo la cerimonia di insediamento di Bergé all’Assemblée nationale. Le si imputava di aver rappresentato in modo inesatto o di aver taciuto eventuali rapporti con Elsa Hervy, delegata della Fédération française des entreprises de crèches (FFEC). L’ufficio dell’Assemblée nationale aveva trasmesso formalmente il caso alla magistratura per permettere una verifica indipendente delle dichiarazioni della ministra.

Nell’ambito delle indagini sono state analizzate testimonianze, dati di comunicazione e altri documenti. Secondo il pubblico ministero, questa verifica non ha fornito alcuna prova di un rapporto personale o di amicizia che renderebbe falsa la dichiarazione resa all’epoca. Ciò elimina la base penale per un’ulteriore azione. In nessun momento è stata formulata un’accusa formale.

Lo scandalo ha attirato ulteriore attenzione dopo la pubblicazione, nell’ottobre 2024, del libro ‘Les Ogres’ del giornalista Victor Castanet, che poneva nuove domande sull’intreccio tra politica e fornitori di nidi privati. Di conseguenza sono tornati all’ordine del giorno politico i conflitti di interesse, gli obblighi di trasparenza e le regole sul lobbying. All’epoca i deputati dell’opposizione avevano chiesto chiarimenti approfonditi, mentre i sostenitori della ministra avevano richiamato le indagini in corso.

Con il non luogo a procedere ora annunciato il procedimento è concluso sul piano sostanziale. Politicamente la decisione potrebbe consolidare nel breve periodo la posizione di Bergé, ma non cambia il fatto che la regolazione dei nidi privati e il modo in cui l’amministrazione si rapporta con i portatori di interessi restino sotto osservazione. La commissione d’inchiesta si era occupata di finanziamento, vigilanza e standard di qualità nelle strutture gestite privatamente – temi che hanno acquisito rilievo alla luce dell’elevata domanda di posti e delle ricorrenti criticità nel settore.

Per il governo la questione della trasparenza resta centrale: registri per i portatori di interessi, obblighi di documentazione nelle audizioni e l’accesso di attori esterni alle iniziative legislative sono da tempo sotto revisione. La chiusura del procedimento penale contro Aurore Bergé conclude un filone giudiziario, ma non sostituisce la chiarificazione politica su come rendere in futuro più tracciabili i contatti tra ministeri, associazioni e imprese.

Fonti

  • Franceinfo (RSS)
  • AFP via Boursorama
  • Le Parisien
  • Le Monde
  • LCP – Assemblée nationale