L’affare legato al finanziere statunitense Jeffrey Epstein si sta sviluppando in Francia come un complesso giuridico e politico indipendente. Dopo l’avvio di nuove indagini da parte della procura di Parigi all’inizio del 2026, emergono ulteriori presunte vittime. Secondo quanto riportato dalla procuratrice parigina Laure Beccuau, circa dieci ulteriori persone si sono recentemente rivolte alla giustizia. In totale, poco più di venti persone hanno ora preso contatto con le autorità investigative.
Così, un caso che in Francia era a lungo rimasto ai margini dell’elaborazione internazionale su Epstein acquista nuova dinamica. Mentre finora l’attenzione pubblica si era concentrata soprattutto sugli Stati Uniti e sulla Gran Bretagna, ora diventa centrale la domanda su quale ruolo abbia avuto Parigi nella rete del multimilionario scomparso nel 2019.
Indagini sul traffico di esseri umani e sulle strutture finanziarie
La giustizia francese ha aperto due indagini approfondite nel febbraio 2026. La prima riguarda possibili reati sessuali e il sospetto di traffico di esseri umani. La seconda si concentra su collegamenti finanziari e presunti flussi di denaro nell’ambito di Epstein.
Il punto di partenza delle indagini sono documenti e testimonianze provenienti dagli Stati Uniti, che hanno fornito alle autorità francesi nuovi elementi di indagine. Al centro c’è la questione se Epstein disponesse in Francia di complici, contatti o strutture organizzative che avrebbero permesso o coperto i presunti reati.
Gli inquirenti sono particolarmente interessati alle reti internazionali tra settore della moda, finanza ed élite sociali. La Francia riveste un ruolo speciale in questo contesto perché Parigi ha funzionato per decenni come punto di incontro centrale di agenzie internazionali, investitori e reti facoltose.
L’appartamento in Avenue Foch
Particolare attenzione viene riservata al lussuoso appartamento di Epstein in Avenue Foch, nel 16º arrondissement di Parigi. L’indirizzo prestigioso, vicino all’Arco di Trionfo, è tra le aree residenziali più costose d’Europa ed è stato per anni un punto di ritrovo per uomini d’affari internazionali, diplomatici e personaggi famosi.
Gli investigatori francesi stanno da tempo esaminando chi entrasse e uscisse da quell’appartamento e se esso facesse parte di un sistema più ampio. L’indagine non riguarda solo i possibili reati, ma anche chi fosse a conoscenza di quanto avveniva e perché per anni gli avvertimenti sembrarono cadere nel vuoto.
Il caso tocca così un tema delicato della società francese: la stretta connessione tra potere economico, prestigio sociale e silenzi istituzionali. In particolare a Parigi esistono tradizionalmente reti molto intrecciate tra politica, economia, industria del lusso e media. Gli investigatori devono ora chiarire se tali strutture abbiano ostacolato l’accertamento della verità.
Il ruolo di Jean-Luc Brunel
Nella parte francese dell’affare Epstein gioca un ruolo chiave l’ex agente di modelle Jean-Luc Brunel. Brunel era considerato per anni un confidente stretto di Epstein e operava nel mondo internazionale delle modelle tra Parigi, New York e Miami.
Diverse donne lo hanno accusato di aver reclutato appositamente giovani modelle per Epstein o di averle abusate sessualmente. Brunel è stato arrestato in Francia nel 2020 e incriminato per presunte violenze sessuali su minori e molestie sessuali.
La sua morte nel 2022 in custodia cautelare ha interrotto bruscamente il procedimento, ma ha lasciato molte domande senza risposta. Ufficialmente si è stabilito il suicidio. Tuttavia, i critici hanno sottolineato come siano andate perse importanti testimonianze e possibili indizi su altri coinvolti.
Il ruolo di Brunel resta pertanto centrale nelle indagini francesi. Molte dichiarazioni delle presunte vittime si sovrappongono alle accuse precedenti contro di lui e delineano il quadro di una rete internazionale di reclutamento nell’ambito della moda.
Nuova attenzione per l’industria delle modelle
Con le nuove indagini tornano sotto i riflettori le precedenti accuse rivolte a Gérald Marie. L’ex responsabile europeo della rinomata agenzia Elite è già stato in passato accusato da diverse donne di abusi sessuali. Marie respinge tutte le accuse.
Il caso ha scosso profondamente l’industria internazionale delle modelle. Per decenni essa è stata considerata un ambiente caratterizzato da asimmetrie di potere estreme: giovani modelle, spesso minorenni, venivano a contatto con agenzie influenti, fotografi e investitori. I critici accusano da tempo il settore di aver tollerato sistematicamente oltrepassamenti di confini.
L’affare Epstein alimenta nuovamente questo dibattito. Gli inquirenti francesi ora verificano se certe strutture delle agenzie o dipendenze economiche abbiano contribuito a silenziare le presunte vittime o a ostacolare le testimonianze.
Questioni giuridiche complesse
Le nuove testimonianze non implicano al momento accuse formali. Per la giustizia inizia ora un lavoro complesso: verificare le dichiarazioni, ricostruire possibili dinamiche e provare legami internazionali.
Particolarmente delicata è la questione della prescrizione. Molti dei presunti reati risalgono a decenni fa. Sebbene in Francia i termini di prescrizione per i reati sessuali contro minorenni siano stati più volte estesi negli ultimi anni, rimane difficile la trattazione giudiziaria di casi più datati.
Vi si aggiunge la dimensione internazionale. Molti potenziali testimoni, documenti e dati finanziari si trovano fuori dalla Francia. Le indagini richiedono pertanto una stretta collaborazione con le autorità statunitensi e le organizzazioni di polizia internazionali.
Gli esperti legali sottolineano inoltre che la giustizia francese ora si trova sotto particolare osservazione. In passato il Paese era stato criticato per aver agito con eccessiva esitazione nei casi coinvolgenti personalità famose o influenti.
Un caso con potenziale esplosivo politico
L’affare Epstein si sta sviluppando sempre più come simbolo politico. In fondo, la questione non riguarda solo la colpa individuale, ma il funzionamento delle reti élitarie.
Perché i presunti colpevoli hanno potuto muoversi per anni in ambienti di ricchezza, prestigio sociale e influenza internazionale senza temere serie conseguenze? Perché i segnali di allarme sono stati ignorati? E quale ruolo hanno avuto le istituzioni che dovrebbero garantire protezione?
Queste domande vanno ben oltre la Francia. Ma proprio Parigi gode di un particolare valore simbolico nella percezione pubblica: è centro della cultura internazionale, dell’industria del lusso e delle élite sociali. Il fatto che proprio lì vengano ora indagate nuove piste nel complesso Epstein conferisce al caso una maggiore rilevanza.
La giustizia francese è quindi di fronte a una doppia sfida. Deve non solo chiarire eventuali reati ma anche ristabilire la fiducia nella capacità dello Stato di indagare in modo indipendente sulle strutture di potere — anche quando queste arrivano ai livelli più alti della società.