Fleurance – 16.06.2026: La tragedia della 11enne Lyhanna, scomparsa a fine maggio 2026 a Fleurance nel sud-ovest della Francia e il cui cadavere è stato ritrovato all’inizio di giugno, ha scatenato un dibattito sull’efficacia del sistema giudiziario francese. Al centro della vicenda c’è Jérôme Barella, principale sospettato nell’omicidio, contro il quale erano già emersi segnali di allarme mesi prima.
Un caso particolare risale al marzo 2026: in quell’occasione è stata presentata una denuncia per “comportamento inappropriato” nei confronti di un’altra ragazza presso la procura di Auch. Nonostante questa denuncia, non sono state avviate indagini coerenti né sono state ascoltate le testimonianze del sospettato. Questa inattività solleva di nuovo la domanda sul perché i segnali di allarme precedenti siano stati ignorati.
Barella era già comparso nelle banche dati di polizia nel 2017, dopo che era stata segnalata una relazione preoccupante con una minorenne. Nel 2021 era stato espulso da una scuola per comportamento inappropriato verso una studentessa. Tuttavia questi episodi non sono stati comunicati alle autorità competenti, impedendo ulteriori conseguenze giuridiche.
Nel ottobre 2022 un’altra vittima ha presentato la prima denuncia formale per stupro contro Barella. Altre denunce sono seguite nel 2025 e all’inizio del 2026. Nonostante perizie psicologiche compromettenti, le indagini si sono notevolmente rallentate, in parte a causa di una scarsa comunicazione tra le istituzioni coinvolte.
La procura di Auch ha iniziato indagini serie solo a gennaio 2026, dopo un ulteriore segnalazione di abusi sessuali. Il fatto che Barella non sia stato interrogato fino a quel momento è stato duramente criticato da vittime, familiari e opinione pubblica.
La famiglia di Lyhanna è profondamente delusa dalle mancanze riscontrate. Rosa, madre di un’altra vittima, ha presentato denuncia contro lo Stato francese e il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin, poiché la sua segnalazione fatta nell’agosto 2025 era rimasta per mesi ignorata.
In seguito all’indignazione pubblica, il governo ha avviato due indagini indipendenti per individuare eventuali errori nella gestione del caso. Gérald Darmanin si è scusato pubblicamente e ha annunciato possibili sanzioni nei confronti dei responsabili. Il presidente Emmanuel Macron e il premier Sébastien Lecornu chiedono riforme profonde della giustizia per prevenire simili tragedie in futuro.
Lo scandalo ha scatenato proteste in tutta la nazione: migliaia di persone hanno manifestato davanti ai tribunali chiedendo un miglior trattamento dei casi di abuso sessuale e un maggiore sostegno alle vittime. La giustizia è sotto pressione per riconquistare la fiducia e per assicurare la responsabilità di chi ha avuto ruoli decisionali.
Le indagini sulle circostanze del caso e sul ruolo delle autorità sono ancora in corso. L’opinione pubblica si aspetta una chiarificazione completa e una riforma sistematica per evitare nuovi casi tragici.
Fonti
- Le Monde