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Nachrichten.fr · July 22, 2026

Almeno 44.000 ettari distrutti dagli incendi in Francia

Mérignac – 22.07.2026: Dall’inizio dell’anno, la Francia ha perso almeno 44.000 ettari a causa di incendi di vegetazione e boschivi. Lo ha dichiarato martedì il ministro dell’Interno Laurent Nunez durante una visita a Mérignac, nella metropoli di Bordeaux. Secondo i suoi dati, sono stati registrati circa 12.500 focolai in tutto il Paese. Il ministro si era recato in Gironda per sostenere le famiglie di due vigili del fuoco morti durante un intervento contro un incendio a Mérignac.

Il bilancio provvisorio dell’anno evidenzia l’eccezionale pressione sulle strutture francesi della protezione civile già a metà della stagione estiva. Ancora il 13 luglio, le autorità di sicurezza avevano parlato di quasi 10.000 incendi di vegetazione e di circa 32.000 ettari distrutti dall’inizio della stagione. Il dato ora comunicato rappresenta quindi, nel giro di pochi giorni, un netto aumento sia del numero di incendi sia della superficie bruciata.

I dati non possono essere equiparati direttamente a singoli anni di catastrofi storiche, poiché variano i periodi di rilevazione e la vegetazione interessata. Confermano tuttavia che il pericolo di incendi si sta estendendo geograficamente oltre le tradizionali zone a rischio del Mediterraneo e del sud-ovest. Nelle ultime settimane, tra le aree interessate da interventi di maggiore portata figuravano i Pirenei Orientali, la Drôme, l’Île-de-France e la Gironda.

La morte dei due soccorritori a Mérignac riporta al centro dell’attenzione anche il rischio per i vigili del fuoco. In presenza di condizioni del vento in rapido mutamento, siccità estrema e forte stress termico, gli incendi di vegetazione possono evolvere in breve tempo in situazioni difficili da controllare. Per i responsabili delle operazioni non si tratta soltanto di proteggere insediamenti e infrastrutture, ma anche di garantire vie di ritirata, il coordinamento aereo e la sicurezza delle forze impiegate a terra.

Il governo aveva aperto ufficialmente la stagione degli incendi 2026 all’inizio di giugno a Nîmes-Garons, annunciando risorse aggiuntive per la prevenzione e le capacità di spegnimento. Sono previsti, tra l’altro, altri due aerei antincendio Canadair; la flotta nazionale esistente comprendeva finora dodici velivoli di questo tipo. Lo Stato punta inoltre sull’applicazione dell’obbligo legale di rimuovere la vegetazione combustibile attorno agli edifici e alle vie di comunicazione.

Secondo il ministero dell’Interno, quasi nove focolai su dieci sono legati all’azione umana. La prevenzione resta quindi una componente centrale della strategia: fuochi all’aperto, sigarette gettate via, lavori che producono scintille e terreni non adeguatamente curati possono avere conseguenze considerevoli in condizioni secche e ventose. Il bilancio attuale aumenta la pressione politica affinché vengano potenziati in modo duraturo la prevenzione, le capacità di protezione civile e la tutela degli operatori impegnati negli interventi.

Per la Gironda, questa evoluzione ha un significato particolare. Dopo gli incendi su vasta scala dell’estate 2022, la regione porta con sé un ricordo particolarmente pesante e dispone di estese superfici forestali esposte al rischio di incendi. La visita del ministro dell’Interno unisce quindi la solidarietà dopo il tragico intervento a Mérignac a un avvertimento rivolto all’intero Paese: la stagione degli incendi 2026 è già diventata, prima della sua conclusione, una prova di resistenza per la protezione civile francese.

Fonti

  • Franceinfo
  • Ministero dell’Interno francese
  • Autorità francese della protezione civile
  • Gendarmeria nazionale francese

(Dieser Text ist wesentlich KI-generiert.)