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Nachrichten.fr · July 3, 2026

Bad Bunny al Musée Grévin: Una figura di cera come racconto culturale

Parigi – 03.07.2026: Il Musée Grévin ha svelato il 1° luglio una figura di cera di Bad Bunny – accogliendo così nella sua galleria del contemporaneo uno dei pop artist più riusciti a livello internazionale degli ultimi anni. Dietro il nome civile Benito Antonio Martínez Ocasio, il cantante portoricano è diventato noto nel mondo per reggaeton, trap e collaborazioni trasversali tra generi. La vicinanza temporale con la tournée in Francia fa sì che l’apparizione del museo risuoni anche al di là delle pagine culturali.

Secondo la direzione, la figura è stata realizzata negli atelier del Grévin sulla base di estesi servizi fotografici. Lo scultore Claus Velte e il suo team hanno lavorato senza misurazioni personali dell’artista. Tali ricostruzioni richiedono studi accurati dei toni della pelle, delle parti del viso e dell’atteggiamento, affinché espressione e riconoscibilità siano corrette. Il Grévin sottolinea che questa procedura fa parte del suo repertorio metodologico – una miscela di precisione documentaria e interpretazione artistica, come caratterizza la tradizione delle figure di cera fin dal XIX secolo.

A livello curatoriale il museo punta su un denso livello di allusioni: colori e accessori rimandano a Porto Rico e ai temi che Bad Bunny affronta ricorrentemente nella sua musica – identità, origine e un gioco sicuro di codici pop. La figura non dovrebbe essere solo una calamita per i fan, ma rendere visibili riferimenti culturali. A Parigi, dove il Grévin funge da palcoscenico per celebrità, immagini mediatiche e miti, l’inclusione di una superstar latinoamericana segna inoltre un’ulteriore apertura verso un pubblico pop globale.

La presentazione è accompagnata da una forte presenza mediatica dell’artista. I prossimi spettacoli in grandi arene francesi aumentano la visibilità; al contempo il museo posiziona la sua collezione come specchio della popolarità attuale. Il fatto che una pop star nasca come oggetto museale durante una tournée sottolinea quanto si intreccino industria dell’intrattenimento e cultura della memoria: le icone non vengono solo celebrate, vengono anche archiviate.

Le controversie restano parte del formato. Critiche e critici mettono in luce la vicinanza al commercio e si chiedono se le camere delle cere non riducano il contesto storico a favore della notorietà. Tradizionalmente il Grévin contrappone che i suoi spazi raccolgono istantanee di una memoria culturale – come luogo per riferimenti, dibattiti e rilevanze mutevoli. La nuova figura di Bad Bunny aggiunge un capitolo a questa linea: radica un artista portoricano nel Parigi dei boulevards e mette a nudo la connessione tra provenienza, stile e pop culture globale.

Fonti

  • Musée Grévin (ufficiale)
  • Le Parisien
  • Time Out Paris
  • La Voix du Nord
  • AFP/Boursorama