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Nachrichten.fr · July 19, 2026

Bénabar trova poesia alla periferia della città

Parigi – 19.07.2026: A volte basta uno sguardo dal finestrino di un taxi perché la città trasformi per un istante il suo tono ruvido in conforto. Questa domenica Franceinfo presenta, nella sua rubrica musicale estiva, il brano di Bénabar “Fuck la peine”. La canzone prende avvio da un graffito che il cantante ha scoperto nel traffico rallentato ai margini di Parigi, trasformandolo in un piccolo inno all’incoraggiamento inatteso.

Lo scenario è quanto di meno sentimentale si possa immaginare: cemento, ingorgo, pioggia, la tangenziale. Eppure è proprio lì che il narratore di Bénabar trova quelle tre parole buttate lì, capaci di cambiargli la mattina. La rudezza dello slogan di strada non viene occultata; ma si trasforma in qualcosa di giocoso. Il titolo non è una solenne filosofia di vita, bensì un’alzata di spalle ostinata contro la malinconia, ed è proprio per questo così efficace.

Bénabar, all’anagrafe Bruno Nicolini, ha sempre fatto dell’osservazione della quotidianità un’arte a sé. I suoi personaggi aspettano, litigano, si amano fraintendendosi o si perdono nelle piccole incombenze della vita moderna. Anche in “Fuck la peine” non viene promessa alcuna grande redenzione. Conta l’istante: uno sconosciuto lascia una frase su un muro, un altro la legge, e per la durata di una corsa in taxi il mondo sembra meno sgradevole.

Che proprio un graffito diventi un reperto poetico fa parte della bella contraddizione della canzone. I graffiti nel paesaggio urbano sono spesso motivo di irritazione, costi di pulizia e dibattiti sul vandalismo. Qui la scritta spray appare come letteratura occasionale dello spazio pubblico. Non ha né copertina né nome dell’autore, ma possiede ritmo, immediatezza e una sorprendente capacità di raggiungere uno sconosciuto.

Il brano appartiene all’attuale album di Bénabar “Le soleil des absents”, pubblicato all’inizio del 2026 da Sony Music Entertainment France. In un’intervista alla rivista di Saint-Mandé, l’artista ha raccontato che la scoperta avvenne in taxi vicino alla Porte de Châtillon. Per lui, quel ritrovamento era pura poesia urbana: un gesto gentile in un luogo dove difficilmente ci si aspetta di trovarne uno.

Con questa scelta, Franceinfo si inserisce in una serie estiva che ascolta le canzoni come sismografi del presente più recente. Il brano di Bénabar si adatta a questo formato perché non mette in musica un titolo di cronaca, ma uno stato d’animo: la stanchezza dopo troppe cattive notizie, il traffico ostinato dei pensieri, il desiderio di una frase che non risolva tutto, ma cambi la direzione.

Di questa piccola scena urbana resta dunque più di una graziosa trovata. Bénabar ricorda che la poesia non abita soltanto in stanze silenziose e su pagine di libri accuratamente composte. Talvolta aderisce a un muro grigio, tra schizzi di vernice e gas di scarico. Basta passare abbastanza lentamente per leggerla.

Fonti

  • Franceinfo
  • Saint-Mandé Magazine
  • Amazon Music