Parigi – 07.08.2026: Il deputato Benoît Biteau chiede che una candidatura ecologista alle elezioni presidenziali francesi del 2027 elevi la crisi climatica a priorità politica assoluta. Il rappresentante del gruppo Ecologiste et Social ha al contempo criticato la politica ambientale dell’era Macron, definendola inefficace. Con la sua iniziativa collega le imminenti elezioni a un confronto di fondo sul rapporto tra politiche climatiche, agricole ed economiche.
Biteau rappresenta dal 2024 la seconda circoscrizione del dipartimento della Charente-Maritime nell’Assemblea nazionale. L’agricoltore e agronomo si occupa soprattutto di agricoltura, politica delle acque e biodiversità. Il suo intervento tocca quindi direttamente gli ambiti nei quali le conseguenze del riscaldamento globale stanno già acuendo i conflitti politici. Caldo, siccità e scarsità d’acqua sottopongono le aziende agricole a pressioni di adattamento e intensificano la disputa sull’irrigazione, sui metodi di coltivazione e sugli aiuti statali.
Il deputato si è opposto a un orientamento eccessivo verso le posizioni dell’influente sindacato agricolo FNSEA. La politica dovrebbe tenere maggiormente conto delle evidenze scientifiche. Alla base vi è un conflitto latente da anni: le associazioni ambientaliste e parte della comunità scientifica chiedono cambiamenti profondi nell’uso dei pesticidi, nell’irrigazione e nei modelli di produzione agricola. Le organizzazioni agricole, invece, mettono in guardia da costi aggiuntivi, calo dei redditi e svantaggi competitivi per le aziende francesi.
L’intervento di Biteau arriva in una fase in cui Les Ecologistes sta preparando il proprio assetto strategico per il 2027. Il partito ha designato Marine Tondelier come rappresentante per una possibile primaria della sinistra e degli ecologisti. Tondelier intende radicare visibilmente le questioni climatiche e ambientali anche nell’ambito di una candidatura comune dei partiti di sinistra. Biteau non ha prospettato una propria candidatura. Ha piuttosto formulato una rivendicazione programmatica per il profilo di una simile candidatura.
La Francia dispone già di un quadro istituzionale per l’adattamento al riscaldamento globale. Il terzo Piano nazionale di adattamento, abbreviato in PNACC, è stato pubblicato nel marzo 2025 e comprende 52 misure. La sua traiettoria di riferimento prevede per la Francia un riscaldamento di due gradi Celsius entro il 2030, di 2,7 gradi entro il 2050 e di quattro gradi entro il 2100 rispetto al livello preindustriale. Il piano riguarda, tra l’altro, la salute, l’edilizia abitativa, le infrastrutture, l’agricoltura e la pianificazione territoriale.
Secondo il ministero dell’Ambiente, entro febbraio 2026 era stato avviato circa l’80 per cento delle misure previste. Per le forze ecologiste, tuttavia, questo stato di attuazione non è sufficiente. La loro critica riguarda il divario tra la pianificazione statale di lungo periodo e le decisioni a breve termine in materia di uso del suolo, gestione delle acque, approvvigionamento energetico e regolamentazione agricola.
Biteau sollecita dunque una linea di campagna elettorale che colleghi strettamente la politica climatica alle decisioni economiche e sociali. Come base della pianificazione statale viene già utilizzato uno scenario che prevede una Francia più calda di quattro gradi entro il 2100.
Fonti
- Franceinfo
- Assemblea nazionale
- Les Ecologistes
- Ministero della Transizione ecologica
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