Parigi – 24.07.2026: il ministro delegato presso il ministro dell’Interno Jean-Didier Berger ha difeso la strategia francese di lotta agli incendi boschivi e della vegetazione dalle critiche. In un’intervista a Franceinfo ha dichiarato che i mezzi operativi sono raddoppiati nell’arco di tre anni e successivamente sono stati ulteriormente potenziati. Allo stesso tempo, ha reso omaggio al lavoro dei vigili del fuoco, impegnati contemporaneamente in diverse regioni particolarmente colpite.
L’attuale contesto è una serie di gravi incendi che mette a dura prova le capacità delle squadre di intervento. In Gironda, un incendio scoppiato nei pressi di Saumos si è esteso in direzione di Le Porge e Lège-Cap-Ferret; i residenti hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. Nel Var, un altro incendio è rimasto attivo nell’area di Pontevès, Cotignac, Correns e Montfort-sur-Argens. La prefettura aveva già segnalato diverse centinaia di evacuazioni il 23 luglio.
In questo contesto, Berger ha giustificato l’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile. Questo strumento non sostituisce la direzione francese delle operazioni, ma organizza, su richiesta, risorse aggiuntive degli Stati partecipanti attraverso il centro europeo di coordinamento a Bruxelles. In particolare in caso di incendi simultanei, può mettere più rapidamente a disposizione dei Paesi colpiti aerei, elicotteri, personale e attrezzature specializzate.
La Commissione europea aveva già sostenuto la Francia il 5 luglio 2026 attraverso questo meccanismo. Per la lotta agli incendi erano stati allora mobilitati quattro aerei antincendio provenienti da Svezia e Cipro, nonché due elicotteri dalla Repubblica Ceca. Per la stagione in corso, a livello europeo sono disponibili 14 aerei anfibi medi, otto aerei leggeri, cinque elicotteri e 777 vigili del fuoco provenienti da 14 Stati.
Anche il governo francese ha ampliato la propria flotta aerea nazionale. All’inizio di giugno, il Ministero dell’Interno ha annunciato l’ordine di due ulteriori aerei antincendio Canadair, che dovrebbero aggiungersi ai dodici velivoli allora disponibili. L’investimento ammonta a quasi 200 milioni di euro. Da ciò non deriva tuttavia che la Francia abbia realizzato un potenziamento unico nel confronto internazionale: la corrispondente affermazione di Berger è di natura politica e non esistono statistiche comparative mondiali affidabili.
La situazione rimanda a un problema strutturale della lotta agli incendi in Europa. I sistemi nazionali sono concepiti per un rapido primo intervento, ma lunghi periodi di caldo, vento e molteplici grandi incendi simultanei possono mettere in difficoltà anche Stati ben attrezzati. L’aiuto europeo non è quindi un segnale di rinuncia alla preparazione nazionale, bensì parte di un sistema volto a garantire la risposta ai picchi di pressione. Oltre ai mezzi di spegnimento, restano decisive la prevenzione, l’evacuazione delle aree a rischio e la protezione degli insediamenti ai margini dei boschi.
Fonti
- Franceinfo
- Ministero dell’Interno
- Prefettura del Var
- Commissione europea, Direzione generale ECHO
- Euronews