Parigi – 08.08.2026: Catherine Dasté, una delle figure più influenti del teatro francese per bambini e ragazzi, è morta all’età di 96 anni. L’attrice, regista e pedagoga divenne un’artista che non considerò mai il giovane pubblico come un semplice gruppo destinatario di interventi educativi. Per lei, i bambini erano spettatori dotati di una propria immaginazione, di capacità di giudizio e del diritto alla poesia.
Dasté proveniva da una famiglia nella quale il teatro era quasi una lingua familiare. Era figlia di Jean Dasté e Marie-Hélène Dasté e nipote del riformatore Jacques Copeau. Tuttavia, la sua opera non fu affatto una semplice appendice di quei nomi celebri. Fin da giovane cercò un palcoscenico sul quale i bambini non fossero istruiti dall’alto, ma coinvolti come partner seri in un incontro artistico.
Dopo la formazione alla scuola di recitazione dell’Old Vic di Londra, lavorò inizialmente in Francia e negli anni Sessanta sviluppò spettacoli insieme ai giovani. Questa pratica era allora insolita: i bambini non fornivano semplicemente materiale per autori adulti, ma diventavano interlocutori di un teatro che prendeva sul serio le loro paure, il loro senso del comico e il loro sguardo sul mondo.
Nel 1969 Dasté fondò la Compagnie La Pomme verte. Il suo nome suonava amichevole e un po’ anticonformista, ma il programma aveva una portata significativa sul piano della politica culturale. Il gruppo univa materiali letterari, musica, movimento e forza visiva in messe in scena che non volevano essere né graziose né artificiosamente didattiche. Il teatro per l’infanzia acquisì così una dignità estetica che gli era stata a lungo negata.
Il suo nome è legato in modo particolarmente stretto a Sartrouville. Lì, nel 1978, nacque il primo Centre dramatique national francese per l’infanzia e la gioventù, alla cui realizzazione Dasté contribuì in modo determinante. Una simile istituzione significava più di un nuovo luogo di spettacolo: il teatro per giovani spettatori veniva riconosciuto sul piano istituzionale come forma d’arte, con compagnie stabili, mezzi di produzione e una missione di rilevanza sovraregionale.
Successivamente, dal 1985 al 1992, diresse il Théâtre des Quartiers d’Ivry. Anche lì rimase fedele a un metodo di lavoro che non contrapponeva l’arte professionale alla mediazione culturale. Dasté mise in scena spettacoli, guidò laboratori e lavorò con gruppi in Francia e all’estero. Le sue opere confidavano nel fatto che la fantasia non sia una preparazione alla cultura, bensì già la sua forma vivente.
Solo lo scorso anno, un colloquio scientifico e una mostra a Parigi avevano ripercorso il suo lungo cammino, spesso troppo poco valorizzato. Catherine Dasté lascia una concezione del teatro nella quale i giovani spettatori non sono visitatori di seconda classe. La sua Compagnie La Pomme verte e il centro di Sartrouville restano tracce durature di questa tenace e serena serietà.
Fonti
- Franceinfo
- Société d’Histoire du Théâtre
- Théâtre/Public
- Bibliothèque nationale de France
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