Ceuta – 31.07.2026: Alla frontiera tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta, nel giro di poche ore si e sviluppata un’eccezionale crisi migratoria. Secondo il governo centrale spagnolo, almeno 50.000 persone sono entrate irregolarmente nella citta autonoma. Juan Jesus Vivas, presidente di Ceuta, dopo un incontro con il primo ministro Pedro Sanchez ha indicato una stima di 60.000 persone.
Sanchez si e recato venerdi a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. Il capo del governo ha parlato di un attacco e di una violazione dell’integrita territoriale della Spagna. Durante gli incontri con la polizia, la Guardia Civil e l’amministrazione cittadina, i due politici hanno raccolto informazioni sull’operazione al confine terrestre e marittimo e sull’assistenza alle persone che si trovano ancora a Ceuta.
Per la piccola citta sulla costa nordafricana, i numeri segnalati hanno una dimensione quasi senza precedenti. Ancora alla fine di giugno, le autorita di sicurezza spagnole avevano registrato per il primo semestre del 2026 un totale di 2.582 arrivi irregolari a Ceuta. Il numero di attraversamenti della frontiera ora registrati in breve tempo e molte volte superiore. Questo mette contemporaneamente sotto pressione le strutture di accoglienza, l’assistenza sanitaria e le forze di sicurezza.
Secondo il governo centrale, entro venerdi pomeriggio 37.500 persone erano rientrate in Marocco. Dalle comunicazioni disponibili non emerge tuttavia in quanti casi si sia trattato di rientri volontari, rimpatri disposti dalle autorita o altre procedure. Anche il numero complessivo degli ingressi continuava a essere verificato. Le stime divergenti del governo e dell’amministrazione cittadina rendono difficile un bilancio definitivo.
Sanchez ha attribuito soprattutto alle reti di trafficanti l’aggravarsi della situazione. Queste avrebbero interpretato in modo deliberatamente fuorviante una decisione della Corte suprema spagnola. La sentenza riguarda il trattamento delle persone che raggiungono a nuoto il territorio sovrano spagnolo. Secondo notizie dei media, il governo starebbe inoltre valutando barriere galleggianti presso il frangiflutti di El Tarajal. Dovrebbero delimitare piu chiaramente il confine in acqua e rendere piu difficili ulteriori attraversamenti.
Secondo le notizie disponibili, Sanchez non ha attribuito una responsabilita diretta al Marocco. Ha invece sottolineato la protezione delle frontiere, la lotta contro la tratta di esseri umani e la cooperazione con i Paesi di origine e di transito. In che misura Madrid e Rabat coordinino strettamente le loro misure e rimasto inizialmente aperto.
Tra le persone entrate potrebbero esserci richiedenti protezione, famiglie e minori, la cui identita e status giuridico devono essere verificati caso per caso. Il governo intende accelerare le procedure di rimpatrio. Per i minori non accompagnati vigono norme specifiche di protezione e accoglienza. Venerdi pomeriggio non era ancora disponibile un bilancio definitivo.
Fonti
- El Pais
- Cadena SER
- Dipartimento della Sicurezza Nazionale della Spagna
- Franceinfo
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