Parigi – 04.08.2026: I climatizzatori stanno diventando una dotazione sempre piu comune nelle abitazioni francesi. Un articolo pubblicato martedi da Franceinfo affronta le conseguenze per l’ambiente e l’approvvigionamento energetico. Secondo l’agenzia ambientale statale ADEME, nel 2025 circa il 24 per cento delle famiglie disponeva di un sistema di climatizzazione. Due anni prima la quota era ancora del 18 per cento. Nell’arco di un decennio, secondo Franceinfo, la percentuale e quasi raddoppiata.
Secondo l’ADEME, le statistiche disponibili oscillano tra il 18 e il 26 per cento. Le differenze sono spiegate dai diversi metodi di rilevazione e dalla difficolta di registrare in modo uniforme le varie tipologie di apparecchi. Tra le famiglie dotate di climatizzazione nel 2025, il 13 per cento raffrescava solo una stanza, mentre l’11 per cento climatizzava piu ambienti. La protezione dal surriscaldamento estivo acquista quindi un peso considerevole nel patrimonio abitativo francese.
Il consumo di elettricita rimane finora relativamente basso, ma non e privo di conseguenze. Secondo l’ADEME, i climatizzatori rappresentano attualmente circa l’uno per cento del consumo finale di energia nel settore residenziale francese. Durante periodi di caldo prolungati, il funzionamento simultaneo di numerosi apparecchi puo aumentare la domanda, soprattutto nelle ore piu calde della giornata. L’entita del fabbisogno aggiuntivo dipende inoltre dall’efficienza, dal dimensionamento e dall’uso della tecnologia installata.
Oltre al consumo di elettricita, nel bilancio climatico rientra anche la gestione dei refrigeranti. Il ministero francese dell’Ambiente sottolinea che i gas fluorurati a effetto serra, impiegati in alcune parti delle tecnologie di refrigerazione e climatizzazione, possono avere un forte impatto sul clima se rilasciati. Le normative europee disciplinano pertanto, tra l’altro, le certificazioni per l’installazione e la manutenzione, nonche il recupero di queste sostanze. Controlli eseguiti a regola d’arte dovrebbero prevenire perdite ed emissioni incontrollate.
L’ADEME consiglia innanzitutto di sfruttare le possibilita edilizie e organizzative: tenere chiuse durante il giorno tapparelle e altri sistemi di schermatura solare, ventilare in modo mirato di notte e garantire il movimento dell’aria con ventilatori. Anche facciate meglio isolate, finestre adeguate e piu verde nelle aree residenziali possono ridurre le temperature interne. Gli studi dell’agenzia valutano la schermatura solare esterna e la ventilazione naturale notturna come strumenti particolarmente efficaci per limitare il fabbisogno di raffrescamento.
Se un climatizzatore e comunque necessario, l’autorita raccomanda una scelta accurata anziche un acquisto impulsivo durante un’ondata di calore. I dispositivi mobili monoblocco sono considerati problematici per il loro elevato fabbisogno di elettricita e la loro efficacia limitata: per il tubo di scarico dell’aria, di solito una finestra resta aperta, consentendo nuovamente l’ingresso di aria calda. Impianti efficienti, correttamente dimensionati e installati da professionisti consumano meno energia. Tuttavia, non possono sostituire una protezione strutturale permanente dal caldo.
Fonti
- Franceinfo: climatizzazione e conseguenze ambientali
- ADEME: quota di abitazioni climatizzate
- ADEME: scelta dei climatizzatori
- Ministero della Transizione ecologica: refrigeranti fluorurati
- ADEME: fattori determinanti del fabbisogno di raffrescamento nelle abitazioni
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