Parigi – 14.07.2026: E’ una parola piccola, quasi ostinata, quella che Coline Rio pone al centro della sua canzone: la gentilezza. Nella cronaca estiva di Franceinfo dedicata alle nuove voci femminili della scena chanson francese, “La gentillesse” riceve ora attenzione: un brano che rifiuta tanto la posa facile quanto il cinismo. La sua dolcezza non e’ una fuga, ma una forma di affermazione.
Il brano si trova nell’album di Rio del 2025 “MAISON“. La cantante e musicista, che suona pianoforte, sintetizzatore e chitarra, ha scritto la canzone insieme a Barbara Pravi. Pravi partecipa come interprete; Stan Neff ha curato arrangiamento, programmazione e produzione. Ne nasce un brano chanson-pop costruito con discrezione, nel quale le voci non lottano per la preminenza, ma si lasciano spazio a vicenda.
Rio utilizza l’immagine di un fiore che deve essere curato con delicatezza e che torna a germogliare anche quando viene trascurato o ferito. E’ antiquato soltanto nel senso migliore del termine. Qui, infatti, la gentilezza non appare come una virtu’ compiacente, sempre pronta ad adattarsi, ma come qualcosa di resistente: una capacita’ che necessita di cura, richiede coraggio e proprio per questo non deve essere confusa con la debolezza.
L’impianto musicale sostiene questo pensiero con notevole disciplina. Il tempo resta misurato, la strumentazione trasparente; colori di pianoforte, suoni programmati e un discreto accento di fiati lasciano respirare il testo. Dove altre produzioni pop amano sottolineare le emozioni con insistenza, “La gentillesse” si affida alla ripetizione e a una melodia che si fissa senza imporsi. La canzone non si fa avanti con prepotenza. Resta, come un gesto gentile al quale si pensa piu’ tardi.
Il fatto che Franceinfo collochi il brano in una serie sulla “rivoluzione” delle nuove cantanti indica uno spostamento all’interno del pop francese. Esperienze personali, linguaggio vulnerabile e osservazione sociale non vengono piu’ trattati come l’opposto della determinazione artistica. Proprio la tenerezza controllata puo’ possedere una sfumatura politica, senza che una canzone debba trasformarsi in un editoriale. Per fortuna, e’ cosi’ anche nel caso di Coline Rio.
Barbara Pravi apporta quella presenza limpida, formata al linguaggio drammatico, che un pubblico piu’ ampio conosce dalla sua esibizione all’Eurovision del 2021. Con Rio, tuttavia, questa voce non viene esibita come un grande finale. Si inserisce in un duetto che punta sulla comunita’ anziche’ sulla competizione. Due cantanti difendono una parola alla quale la quotidianita’ ha spesso tolto splendore e le restituiscono la sua dignita’.
“La gentillesse” e’ dunque meno un inno a una gentilezza compiacente che un appello all’attenzione. In una cultura che confonde rapidamente l’asprezza con l’autenticita’, Coline Rio ricorda che la mitezza puo’ essere un atteggiamento. La sua canzone non pretende di salvare il mondo. Suggerisce soltanto di renderlo un po’ piu’ abitabile. E’ difficile volerle dare torto.
Fonti
- Franceinfo
- Apple Music
- Spotify