Paris – 08.07.2026: Marine Le Pen ha dichiarato, dopo la sentenza della Cour d’appel de Paris, che correrà come candidata del Rassemblement national (RN) alle presidenziali del 2027 nonostante la decisione e presenterà contemporaneamente un Pourvoi en cassation. Il tribunale d’appello l’ha ritenuta colpevole nel caso dei collaboratori del precedente Front National dichiarati assistenti parlamentari. A prescindere dall’entità della pena, la colpevolezza è così accertata in seconda istanza – un passo rilevante sia sul piano politico sia su quello giuridico.
Con il ricorso in Cassazione Le Pen persegue un duplice obiettivo: da un lato un Pourvoi può sospendere l’esecuzione di determinate misure fino alla decisione dell’ultimo grado; dall’altro l’appello alla Cour de cassation le concede margine politico per garantire comizi e impegni di viaggio nel periodo precedente le elezioni. Le Pen ha sottolineato che la mossa le permette di fare campagna senza sorveglianza elettronica e con piena libertà di movimento. Gli esperti legali tuttavia ricordano che la Cassazione esamina solo questioni di diritto e non riesamina i fatti. La Corte suprema può annullare, rinviare o confermare la sentenza – l’orizzonte temporale resta incerto.
Per il RN la situazione acuisce le valutazioni strategiche. Da una parte la conferma immediata della candidatura rafforza la coesione del fronte e vincola i sostenitori. Dall’altra resta il rischio che una decisione definitiva della Cassazione sia sfavorevole o coincida temporalmente con la fase calda della campagna. All’interno del partito Jordan Bardella è considerato un possibile sostituto qualora Le Pen dovesse rinunciare per ragioni legali o pratiche. Ufficialmente la leadership si schiera a fianco di Le Pen, ma la pianificazione della campagna deve tenere pronte soluzioni parallele per date, finanziamenti e strategia mediatica.
Per gli avversari politici la sentenza d’appello offre materiale d’attacco. I partiti di sinistra vedono confermata la loro critica alla leadership del RN, mentre le forze conservatrici e centriste sottolineano l’indipendenza della magistratura e osservano le implicazioni per la campagna elettorale. Nell’entourage del RN, invece, alcuni denunciano una politicizzazione dei procedimenti. È incerto l’effetto sull’umore degli elettori: lo scandalo può mobilitare il nucleo elettorale ma anche allontanare gli indecisi.
Il caso si inserisce in una serie di procedimenti di rilievo contro attori politici in Francia e alimenta il dibattito sulla durata dei processi, le sanzioni e la soglia oltre la quale vincoli giuridici limitano di fatto lo svolgimento di una campagna elettorale. Sarà decisivo quando la Cour de cassation fisserà l’udienza e se pronuncerà una decisione rapida. Fino ad allora il RN programma la campagna con Le Pen al timone – fatte salve eventuali chiarificazioni giuridiche che potrebbero determinare in modo sostanziale la sua rotta fino al 2027.
Fonti
- Agence France-Presse
- Le Monde
- TF1 Info
- Le Parisien