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Nachrichten.fr · July 31, 2026

Concessioni balneari in Francia: si paga il servizio, non l’accesso

Parigi – 31.07.2026: sdraio, servizio sotto l’ombrellone e ristorazione direttamente sul mare fanno parte del business estivo in molte località balneari della costa mediterranea francese. Un servizio trasmesso venerdì da Franceinfo descrive come i gestori ricavino entrate da queste offerte. L’espressione corrente “spiaggia privata”, tuttavia, è fuorviante: le spiagge marittime francesi restano in linea di principio parte del demanio marittimo pubblico.

L’accesso pedonale, così come l’uso libero e gratuito da parte della collettività, sono tutelati dalla legge. Ristoranti, sdraio o ombrelloni non possono quindi riservare interamente una spiaggia a una clientela pagante. Anche chi non consuma nulla deve poter raggiungere la spiaggia e utilizzare un tratto liberamente accessibile. Si paga per il comfort, la ristorazione e i servizi aggiuntivi, non per l’accesso al mare.

Lo Stato può comunque concedere a comuni o ad altri soggetti concessioni a tempo determinato per l’allestimento, la gestione e la manutenzione delle spiagge. Queste consentono di utilizzare aree delimitate per offerte connesse alle attività balneari. Vi rientrano la ristorazione stagionale, il noleggio di sdraio e ombrelloni o le attività di sport acquatici. I gestori non acquisiscono per questo la proprietà della spiaggia.

In base alle norme vigenti, una concessione balneare può durare al massimo dodici anni. I comuni godono di priorità nell’assegnazione e presentano alla prefettura competente un piano di utilizzo. L’amministrazione verifica, tra l’altro, la ripartizione delle aree, la loro accessibilità e la compatibilità del progetto con le disposizioni di tutela del paesaggio e della natura. Gli accordi di gestione e le concessioni devono essere resi pubblici.

Anche lo spazio utilizzabile a fini commerciali è limitato. Almeno l’80 per cento della lunghezza del litorale e della superficie della spiaggia di un comune deve rimanere libero da impianti e strutture. Per le spiagge artificiali, la quota libera prescritta è almeno del 50 per cento. La superficie al livello medio di marea costituisce la base di calcolo. In questo modo si intende evitare che offerte redditizie soppiantino il carattere pubblico di interi tratti di costa.

In linea di principio sono consentite solo strutture che possano essere smontate o spostate e che non siano ancorate in modo permanente al suolo. Al termine della concessione deve essere possibile ripristinare lo stato originario. Le eccezioni per le costruzioni fisse riguardano soprattutto i servizi igienici pubblici e le stazioni di salvataggio. Le prefetture gestiscono il demanio marittimo pubblico e vigilano sul rispetto delle prescrizioni.

Per i bagnanti ne deriva una chiara distinzione: un gestore può richiedere un pagamento per sdraio, ombrellone, cibo o servizio. Non può però vendere il libero accesso alla spiaggia né riservarlo alla propria clientela.

Fonti

  • Franceinfo, servizio nel Journal de 20 heures del 31 luglio 2026
  • Legifrance, Code général de la propriété des personnes publiques, articoli R2124-13 a R2124-16
  • Ministero della Transizione ecologica, informazioni sul demanio marittimo pubblico

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