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Nachrichten.fr · July 25, 2026

Consumatori di droga nel mirino: la Francia inasprisce la sua strategia di tolleranza zero

(Mit Hilfe von KI erstellte Illustration).

Un’ampia operazione di controllo nelle Bocche del Rodano segna una nuova direzione nella politica francese sulle droghe. Con 1.200 agenti impiegati e multe più severe, Parigi vuole lanciare un segnale chiaro – non solo agli spacciatori, ma anche ai consumatori occasionali.

In 23 città del dipartimento meridionale francese delle Bocche del Rodano, tra cui Marsiglia, polizia e gendarmeria hanno avviato il 28 gennaio 2026 un’ampia operazione di controllo contro i consumatori di droga. La misura di tre giorni fa parte di un nuovo orientamento politico che il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato a metà dicembre 2025 a Marsiglia: la multa per il possesso di droghe dovrebbe aumentare dagli attuali 200 a 500 euro. Ciò dimostra che la Francia sta inasprendo il proprio approccio repressivo nei confronti delle sostanze illegali – con un focus sul consumatore finale.

Il consumo sotto sospetto generalizzato

Le immagini sono inequivocabili: agenti di polizia in bicicletta perlustrano il quartiere Belsunce, una zona socialmente tesa vicino alla stazione centrale di Marsiglia. Le scene documentate dalle giornaliste e dai giornalisti di Franceinfo evidenziano il nuovo approccio. Una donna di 38 anni viene sorpresa con crack del valore di dieci euro. Anche un passante con uno spinello viene multato. Gli interventi sono talvolta tesi. «Sono davanti a casa mia e mi controllate?», si lamenta un residente. La risposta dell’agente: «Non è un caso che siamo qui.»

Ciò che diventa emblematicamente visibile nella seconda città più grande della Francia è un cambiamento di paradigma nella politica francese sulle droghe. Finora l’attenzione era rivolta alla lotta contro il traffico, ora il consumo passa maggiormente in primo piano. La nuova linea viene formulata inequivocabilmente dalla viceprefetta di polizia Corinne Simon: «Se acquistate droghe, occasionalmente o regolarmente, contribuite al traffico di droga». Il consumatore non è quindi più visto soltanto come vittima, ma anche come corresponsabile del problema – una visione che i critici definiscono riduttiva e stigmatizzante.

Le multe come strumento principale

La cosiddetta amende forfaitaire délictuelle, una sanzione pecuniaria forfettaria, è stata introdotta nel 2020 per alleggerire il sistema giudiziario. Consente alla polizia di sanzionare il possesso di droghe direttamente sul posto con una multa, senza la necessità di un procedimento giudiziario. Nel 2025, nel solo dipartimento delle Bouches-du-Rhône, sono state comminate circa 15.000 di queste multe. L’aumento a 500 euro dovrebbe avere un effetto deterrente – e segnala la volontà politica di intervenire con maggiore fermezza.

Ma esperti e operatori sociali avvertono: proprio i consumatori socialmente svantaggiati verrebbero ulteriormente messi sotto pressione da tali misure. La strategia rischia di combattere i sintomi senza affrontarne le cause – come la povertà, la mancanza di prospettive o le malattie psichiche. Inoltre, finora esistono appena dati affidabili sull’efficacia delle sanzioni pecuniarie sul consumo effettivo di droghe.

Discorso sulla sicurezza invece di politica sanitaria

L’approccio repressivo della Francia alle droghe appare relativamente isolato nel confronto europeo. Mentre il Portogallo ha avviato già nel 2001 la depenalizzazione del consumo di droghe e da allora punta sulla terapia anziché sulla punizione, la Francia resta fedele al perseguimento giudiziario. Anche in Germania, Lussemburgo o Svizzera si discutono ormai sempre più modelli di regolamentazione, in particolare per quanto riguarda la cannabis.

In Francia, invece, domina il discorso sulla sicurezza. Il tema delle droghe viene sempre più collegato alla lotta contro le strutture claniche, la criminalità giovanile e le „Zones de non-droit“ – spazi sottratti al diritto. I controlli a Marsiglia sono quindi anche emblematici di una politica che intende dimostrare forza sul piano interno. Durante la sua visita nella città mediterranea, il presidente Macron ha annunciato non solo l’aumento delle multe, ma anche investimenti nella polizia e nella giustizia. Il sottotesto: controllo invece di depenalizzazione.

Questa linea si inserisce nel contesto più ampio di una situazione politica in cui i partiti di destra e di estrema destra dettano sempre più il tono. La maggioranza di governo si vede sotto pressione per dimostrare fermezza – anche nei confronti di coloro che finora erano considerati più vittime che colpevoli. Il consumatore viene criminalizzato per segnalare capacità d’azione.

Tra politica simbolica e vuoto sistemico

Resta dubbio se la nuova strategia avrà effetti a lungo termine. La politica francese in materia di droga si muove in un campo di tensione tra dimostrazione simbolica di potere e riforme mancate. Le cause strutturali del consumo di droga – dalla carenza di prevenzione alle strutture di assistenza per le dipendenze sovraccariche, fino alla mancanza di supporto psicologico – restano in gran parte non affrontate.

Sebbene il legame tra consumo e traffico organizzato di droga sia reale, gli esperti invitano a fare distinzioni. Un consumatore occasionale con uno spinello non contribuisce al finanziamento delle reti criminali nella stessa misura del contrabbando su larga scala o del commercio professionale. Un’equiparazione generalizzata mina queste sfumature – e potrebbe erodere ulteriormente la fiducia nelle misure statali.

I controlli attuali sono quindi più di una semplice manovra di politica di sicurezza: sono l’espressione di una questione fondamentale per la società su come affrontare il consumo di droga – come un problema penale o come un fenomeno sociale e di politica sanitaria. La risposta della Francia è per il momento inequivocabile – ma resta aperto se sia anche sostenibile.

Autore: Andreas M. Brucker