Zurück

Nachrichten.fr · July 22, 2026

Corte d’appello conferma la pena detentiva per un dottorando iraniano a Orléans

Orléans – 22.07.2026: La camera d’appello di Orléans ha confermato la pena detentiva nei confronti del dottorando iraniano Mohammad Javad Saeli. Il 36enne era già stato condannato il 1° giugno dal tribunale penale della città a 18 mesi di carcere senza sospensione condizionale. Secondo i media francesi, la sentenza è rimasta sostanzialmente invariata martedì 21 luglio. Il caso aveva suscitato notevole inquietudine all’Università di Orléans.

Il procedimento riguardava dichiarazioni rese durante la discussione di una tesi di dottorato, nonché pubblicazioni sulla rete professionale LinkedIn. Durante la discussione del 27 marzo, Saeli aveva dedicato il proprio lavoro all’ex leader della Rivoluzione iraniana Ali Khamenei. La direzione dell’ateneo aveva allora interrotto la discussione. Poco dopo, l’università aveva presentato denuncia, dopo aver valutato dichiarazioni e pubblicazioni online del dottorando come potenzialmente rilevanti sotto il profilo penale.

Il tribunale penale aveva riconosciuto Saeli colpevole a giugno di apologia di un atto terroristico. Secondo i resoconti sul procedimento di primo grado, erano inoltre in questione minacce o intimidazioni nei confronti di dipendenti dell’università. La magistratura aveva valutato congiuntamente i post e le dichiarazioni; secondo precedenti resoconti, l’imputato aveva negato di aver sostenuto il terrorismo. La sua difesa aveva chiesto l’assoluzione.

Con la decisione del 21 luglio, la pena detentiva è stata ora confermata in secondo grado. La prima sentenza prevedeva inoltre il divieto di soggiornare in Francia per cinque anni dopo l’espiazione della pena. Mercoledì non erano inizialmente note eventuali ulteriori impugnazioni. Una decisione definitiva può essere accertata soltanto alla scadenza dei rispettivi termini consentiti o al termine di ulteriori procedimenti.

Il caso mostra quanto rapidamente un contesto accademico possa diventare oggetto di controversie penali. Una tesi di dottorato è un luogo di verifica scientifica, ma non uno spazio sottratto al diritto. Al tempo stesso, nei procedimenti per apologia del terrorismo si applicano requisiti giuridici elevati: non è decisiva soltanto una dichiarazione provocatoria o politica, bensì se le dichiarazioni siano pubblicamente idonee a rappresentare positivamente atti terroristici o i loro autori.

L’Università di Orléans, in questo procedimento, non è stata soltanto il luogo in cui le accuse sono inizialmente emerse. Secondo le informazioni rese note all’epoca, aveva coinvolto le autorità competenti e aveva sollevato cautelativamente il dottorando dai suoi incarichi. Per studenti e dipendenti è così rimasta una questione gravosa: come possono le università proteggere il dibattito aperto e al tempo stesso reagire quando collaboratori o docenti si sentono minacciati da determinate dichiarazioni?

La sentenza d’appello non pone per ora fine al dibattito pubblico, ma stabilisce un chiaro punto giuridico. Per Saeli continua a valere la presunzione di innocenza riguardo a tutte le accuse non comprese nella condanna confermata. Nel presente procedimento, tuttavia, la corte d’appello ha confermato la valutazione del primo grado, secondo cui le dichiarazioni e le pubblicazioni accertate erano punibili.

Fonti

  • franceinfo
  • Le Monde
  • Le Parisien con AFP
  • Justice.fr

Dieser Artikel wurde mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt.