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Nachrichten.fr · July 16, 2026

Delfraissy elogia l’approccio prudente al diritto all’aiuto a morire

Parigi – 16.07.2026: Il presidente del Comitato nazionale francese di etica, Jean-François Delfraissy, ha definito la proposta di legge sul diritto all’aiuto a morire, approvata definitivamente dal Parlamento, un prudente tentativo di rispondere alle domande dei cittadini. Il tema non conoscerebbe né un giusto inequivocabile né un torto inequivocabile, ha dichiarato il medico. Si colloca tra il diritto individuale di decidere sulla fine della propria vita e il dovere della società di solidarietà nei confronti delle persone particolarmente bisognose di protezione.

L’Assemblea nazionale ha approvato il testo mercoledì 15 luglio, in lettura finale, con 291 voti contro 241; 29 deputati si sono astenuti. In questo modo l’Assemblée nationale ha avuto l’ultima parola, dopo diversi respingimenti al Senato. Il voto conclude un lungo iter parlamentare, caratterizzato da notevoli divergenze tra le due camere, da un tentativo di mediazione fallito e da diverse nuove deliberazioni.

La proposta di legge istituisce, a condizioni rigorosamente definite, un diritto all’assistenza nel morire. Si rivolge a persone maggiorenni affette da una malattia grave e incurabile, la cui aspettativa di vita è minacciata dalla malattia e che si trovano in una fase avanzata o terminale. Sono inoltre richieste sofferenze fisiche o psicologiche insopportabili o non controllabili con le terapie, nonché la capacità di esprimere una volontà libera e informata.

In via prioritaria, è previsto che la persona interessata assuma autonomamente la sostanza letale. Se non è fisicamente in grado di farlo, essa può essere somministrata da un’altra persona a determinate condizioni. Sulla richiesta decide un medico secondo una procedura regolamentata che prevede una consultazione collegiale. Il progetto contempla inoltre meccanismi di controllo successivi all’esecuzione. I minorenni e le persone che non possono esprimere liberamente e in modo informato la propria volontà non rientrano nell’accesso previsto.

La valutazione di Delfraissy richiama il nucleo istituzionale del conflitto. Il Comitato nazionale di etica aveva già ritenuto, nel suo parere n. 139 del 2022, eticamente giustificabile un’apertura limitata all’eutanasia attiva, a condizioni rigorose. Allo stesso tempo, aveva sottolineato che una simile strada sarebbe responsabile solo con un affidabile potenziamento delle cure palliative, di efficaci terapie del dolore e della protezione dalle pressioni sociali o familiari.

Il Parlamento ha già rafforzato questo secondo pilastro con la legge del 26 maggio 2026 sull’accesso paritario all’accompagnamento e alle cure palliative. La costruzione politica segue quindi l’approccio di non sostituire l’assistenza medica e sociale con nuove possibilità di scelta individuale. Il successo pratico dipenderà in modo decisivo dalla disponibilità regionale di offerte palliative e dalle risorse del sistema sanitario.

Prima della promulgazione resta ancora l’esame del Consiglio costituzionale. Il primo ministro Sébastien Lecornu intende far verificare tre punti: la durata del termine di revoca, le norme per i maggiorenni sottoposti a tutela e l’applicazione della libertà di coscienza nelle strutture sanitarie e sociali. L’approvazione del testo rappresenta quindi un passaggio parlamentare decisivo, ma non ancora l’inizio della sua applicazione pratica.

Fonti

  • Franceinfo
  • Assemblée nationale
  • Sénat
  • Info.gouv.fr
  • Légifrance
  • Reuters

Artikel mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt (Transparenzhinweis im Sinne von Artikel 50 der Verordnung (EU) 2024/1689 – EU AI Act).