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Nachrichten.fr · June 11, 2026

Deposito sul vetro in Francia: Zero Waste France critica la mancanza di slancio nel sistema riutilizzabile

Un anno dopo l’avvio di un ampio esperimento per reintrodurre il deposito sul vetro in diverse regioni francesi, il bilancio è deludente. L’organizzazione ambientalista Zero Waste France accusa i responsabili di aver mancato nettamente gli obiettivi prefissati. Particolare attenzione è rivolta al programma «ReUse», coordinato da Citeo, che intende promuovere il riutilizzo degli imballaggi in vetro e portare a lungo termine a un sistema riutilizzabile nazionale.

Quando il progetto è stato presentato lo scorso anno, i piani sembravano ambiziosi. Centinaia di supermercati dovevano essere gradualmente coinvolti. L’obiettivo: i consumatori avrebbero potuto restituire bottiglie di vetro e barattoli per alimenti, affinché venissero puliti e riempiti nuovamente. Dal 2027 si prevedeva anche un’estensione a tutta la Francia.

La realtà, secondo Zero Waste France, appare molto più modesta.

Attualmente circa 350 negozi partecipano al programma, ma secondo gli ambientalisti ciò è molto al di sotto delle aspettative iniziali. A preoccupare maggiormente l’organizzazione è la scarsa varietà di prodotti realmente offerti nel circuito riutilizzabile.

Per la loro indagine, i collaboratori dell’associazione hanno visitato numerosi supermercati aderenti. Il risultato è stato deludente. In media sono stati trovati solo pochi prodotti riutilizzabili sugli scaffali. Soprattutto bevande come birra, succhi di frutta, acqua, bibite o vino erano presenti. Della gamma di prodotti molto più ampia prevista teoricamente, si vedeva ben poco in molti negozi. In alcuni supermercati i contenitori riutilizzabili mancavano addirittura del tutto.

Ciò rende evidente un problema già noto a molti consumatori da altri progetti ambientali: un sistema può funzionare solo se è effettivamente presente nella vita quotidiana. Chi deve cercare a lungo, perde rapidamente interesse.

Proprio qui si concentra un’altra critica di Zero Waste France. Secondo l’organizzazione manca spesso una chiara segnaletica. Informazioni sul funzionamento del sistema di deposito sono difficili da trovare. Gli apparecchi per la restituzione sono in parte collocati in posizioni decentrate o sono indicati in modo insufficiente. Chi non li cerca appositamente, a volte non nota nemmeno l’offerta.

A questo si aggiunge la questione del prezzo.

Nonostante il deposito venga rimborsato al momento della restituzione, alcuni prodotti riutilizzabili costano secondo le osservazioni dell’organizzazione sensibilmente di più rispetto a merci analoghe in imballaggi monouso. Per molte famiglie attente al bilancio, questo potrebbe rappresentare un ostacolo decisivo. Comportamenti ecologici non devono, secondo molti esperti, rimanere un lusso per pochi.

Le critiche non sono quindi rivolte solo ai gestori del progetto. Zero Waste France invita anche il governo francese a intervenire. Le iniziative volontarie non bastano per raggiungere i ambiziosi obiettivi ambientali del paese. Occorrono invece disposizioni più vincolanti per produttori e catene di distribuzione, affinché gli imballaggi riutilizzabili si diffondano maggiormente.

Il dibattito arriva in un momento in cui la Francia intende inasprire ulteriormente la sua politica sui rifiuti. Il riutilizzo degli imballaggi è considerato nell’economia circolare un elemento chiave per preservare risorse e ridurre la quantità di rifiuti monouso. Ogni bottiglia usata più volte permette di risparmiare materie prime, energia e costi di trasporto.

Se il deposito sul vetro diventerà davvero un modello di successo in Francia resta da vedere. Lo stato attuale mostra però un divario significativo tra gli obiettivi politici e la realtà sugli scaffali dei supermercati. Saranno gli anni a venire a decidere se da un progetto pilota promettente nascerà un elemento stabile della quotidianità francese o se l’idea si bloccherà nuovamente.

Autore: C.H.