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Nachrichten.fr · July 3, 2026

Deputati RN segnalano chiusure di conti dopo le elezioni – Richiesta di regole chiare

Parigi – 03.07.2026: Diversi deputati del Rassemblement National (RN) hanno dichiarato che i loro conti sono stati chiusi dalle banche o che l’accesso è stato limitato poco dopo la loro elezione. Nei resoconti dei media i diretti interessati sono Stéphane Rambaud, Jean-Philippe Tanguy, Franck Allisio e Thomas Ménagé. Essi interpretano gli accadimenti come motivati politicamente e parlano di svantaggio nella competizione tra i partiti.

Secondo quanto riferito dai deputati, le cessazioni e le sospensioni sono avvenute senza spiegazioni dettagliate. I responsabili di partito chiedono informazioni sui criteri in base ai quali gli istituti interrompono i rapporti con i titolari di mandato. Il RN chiede inoltre meccanismi di tutela per garantire la funzionalità del lavoro parlamentare, ad esempio nella gestione delle indennità, dei rimborsi forfettari e nell’assunzione di collaboratori. Anche il rimborso delle spese di campagna potrebbe essere compromesso se i pagamenti non venissero eseguiti in tempo utile.

Le banche finora si sono mostrate caute. Richiamano in generale la libertà contrattuale, gli obblighi di diligenza regolamentari e la gestione del rischio – tra cui il rischio reputazionale, le verifiche Know Your Customer (KYC) e le prescrizioni per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Per ragioni di segreto bancario i casi singoli vengono raramente commentati pubblicamente, cosa che accentua le critiche sulla scarsa trasparenza. Sul piano giuridico vale: gli istituti possono terminare i rapporti con i clienti, ma devono rispettare termini, condizioni contrattuali e la normativa di vigilanza.

Politicamente la disputa arriva in una fase in cui la regolamentazione delle chiusure di conti è oggetto di dibattito più intenso. All’Assemblea nazionale sono in discussione iniziative volte a rendere più difficile l’abuso nella chiusura dei conti e a creare certezze giuridiche per le persone politicamente esposte. In esame ci sono anche concetti come una “Banca della democrazia” che garantirebbe ai partiti e ai candidati servizi di base. I sostenitori vi vedono una tutela della partecipazione democratica; i critici avvertono del rischio di un’eccessiva ingerenza statale e di possibili conflitti con il quadro di vigilanza europeo.

Per le autorità di vigilanza emergono due questioni principali: in primo luogo se le banche abbiano adempiuto correttamente ai loro obblighi di controllo e di informazione nei casi segnalati; in secondo luogo come venga applicato in Francia lo status speciale delle persone politicamente esposte (persone politicamente esposte, PEP) – cioè quali obblighi di diligenza rafforzata si applicano e come si evitino fenomeni discriminatori. Enti competenti come la Banque de France e la vigilanza bancaria potrebbero rispondere a richieste di chiarimento o esaminare reclami.

A breve, oltre a possibili denunce, è probabile che vengano presentate interrogazioni formali in Parlamento. Sarà decisivo stabilire se sussista un problema strutturale dimostrabile o se si tratti di singole decisioni motivate da ragioni di vigilanza. Chiarezza sulle procedure, i termini e i rimedi legali sarebbe importante per i deputati di tutte le formazioni – così come per le banche, che necessitano di linee guida prevedibili per la gestione dei clienti politicamente esposti.

Fonti

  • franceinfo
  • Europe 1
  • Le Monde
  • LCP
  • RTL