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Nachrichten.fr · July 28, 2026

Dopo gli incendi in Gironda: controversia sull’obbligo di disboscamento

Bordeaux – 28.07.2026: Dopo i recenti incendi boschivi e di vegetazione in Gironda, passa in primo piano una norma che ha conseguenze concrete per molti proprietari: il disboscamento obbligatorio dei terreni previsto dalla legge. L’obiettivo e’ impedire che le fiamme raggiungano le abitazioni attraverso erba secca, cespugli e rami bassi. La misura e’ considerata uno strumento importante di prevenzione antincendio, ma presenta aspetti conflittuali sia sul piano giuridico sia su quello pratico.

In Gironda, gli obblighi sono disciplinati da un decreto prefettizio del 17 ottobre 2025. Riguardano i terreni situati in foreste, aree boscate e brughiere, nonche’ quelli fino a 200 metri di distanza da tali zone. Attorno agli edifici, i proprietari devono generalmente ridurre la vegetazione in un raggio di 50 metri. Lungo gli accessi privati si applica una fascia di protezione di sei metri per ciascun lato. Nelle zone edificabili designate, l’obbligo puo’ estendersi all’intera proprieta’.

Le critiche nascono soprattutto quando il raggio di sicurezza prescritto supera il confine della propria particella. Secondo le norme vigenti, resta inizialmente responsabile il proprietario della casa da proteggere. Deve chiedere al vicino l’accesso per consentire anche sul suo terreno il taglio o la rimozione della vegetazione. Se il vicino nega l’accesso o non risponde entro un mese, l’obbligo puo’ passare a lui. La procedura comporta un notevole potenziale di conflitto, soprattutto nelle aree residenziali densamente vegetate con piccoli lotti.

A questo si aggiunge la tutela della natura. Il disboscamento non equivale giuridicamente ne’ a un taglio raso ne’ a un dissodamento. Tuttavia, i lavori possono compromettere siepi, zone umide, alberi vecchi o habitat di animali protetti. Il Conseil d’État ha chiarito il 6 febbraio 2026 che, nonostante l’obbligo di prevenzione degli incendi, puo’ essere necessaria un’autorizzazione in deroga se esiste un rischio sufficientemente concreto per le specie protette. Le associazioni ambientaliste avevano precedentemente impugnato la normativa.

La prefettura cerca di conciliare la prevenzione degli incendi e la protezione delle specie. Il decreto vieta di bruciare il materiale di risulta dei tagli e contiene disposizioni specifiche per piante e animali protetti, zone umide, siepi e alberi di particolare pregio. Per alcuni lavori meccanici sono inoltre previste limitazioni temporali nelle aree particolarmente protette. Non e’ quindi prescritta l’eliminazione completa della vegetazione dal paesaggio. Piuttosto, gli spazi tra alberi e cespugli e una distanza sufficiente dagli edifici dovrebbero rendere piu’ difficile la propagazione del fuoco e offrire migliori condizioni di lavoro alle squadre di soccorso.

Il Ministero della Transizione Ecologica giustifica le norme richiamando i danni dell’anno precedente: nel 2025, in Francia, circa 190 edifici sarebbero stati gravemente danneggiati o distrutti da incendi boschivi o di vegetazione. Secondo le valutazioni statali, il 90 per cento delle case distrutte si trovava su terreni non disboscati o disboscati in modo insufficiente. In Gironda, il dibattito riguarda quindi molto piu’ della cura dei giardini: riguarda la protezione delle persone e delle abitazioni, ma anche i diritti di proprieta’ e la conservazione di habitat delicati.

Fonti

  • Franceinfo
  • Prefettura della Gironda
  • Ministero della Transizione Ecologica
  • CAUE Gironde

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