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Nachrichten.fr · July 9, 2026

Dopo le inondazioni invernali arriva la siccità: nel Maine-et-Loire sono già in vigore restrizioni sull’uso dell’acqua

(Mit Hilfe von KI erstellte Illustration).

Ancora a inizio marzo strade allagate, fiumi esondati e cantine piene d’acqua caratterizzavano il quadro nel dipartimento francese del Maine-et-Loire. Dopo uno degli inverni più piovosi dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche l’acqua sembrava abbondante. Solo pochi mesi dopo, però, si presenta un quadro completamente diverso: a causa della siccità persistente sono già in vigore le prime limitazioni al consumo di acqua.

Per molti abitanti questo cambiamento sembra difficile da comprendere. Prima i campi erano sommersi, ora improvvisamente bisogna risparmiare ogni goccia. Ciò che a prima vista appare una contraddizione mette invece in evidenza quanto il ciclo dell’acqua stia cambiando sotto l’influenza del cambiamento climatico. Precipitazioni estreme e lunghi periodi di siccità si alternano sempre più spesso in tempi brevi.

L’inverno 2025/2026 è stato uno dei più piovosi in Francia da oltre sei decenni. Per settimane intense piogge hanno provocato alluvioni eccezionali. In particolare i bacini idrografici della Loire e della Maine sono stati colpiti. Per un periodo più di 80 dipartimenti erano sotto allerta per alluvioni, numerosi comuni sono stati successivamente riconosciuti come zone di calamità naturale.

Ma un inverno eccezionalmente piovoso non garantisce affatto un approvvigionamento idrico tranquillo in estate. Gran parte delle precipitazioni è defluita rapidamente nei fiumi e nei ruscelli, invece di infiltrarsi lentamente negli strati profondi del suolo. Inoltre, da aprile molte piogge sono mancate, mentre diverse fasi insolitamente calde hanno accelerato notevolmente l’evaporazione. I suoli si sono seccati in poche settimane, i corsi d’acqua minori hanno condotto sempre meno acqua e i primi fiumi hanno raggiunto livelli critici.

In risposta la prefettura del Maine-et-Loire ha adottato le prime restrizioni idriche. A seconda del bacino idrografico valgono indicazioni diverse. L’irrigazione delle superfici agricole è già soggetta a limitazioni, così come il riempimento delle piscine private, l’irrigazione dei giardini e il lavaggio di veicoli e superfici impermeabilizzate. Le misure mirano a evitare che la carenza d’acqua si aggravi ulteriormente e metta a rischio l’approvvigionamento della popolazione, dell’agricoltura e della natura.

Gli scienziati del clima non considerano questo sviluppo un caso isolato. Il cambiamento climatico non comporta necessariamente meno precipitazioni, ma altera soprattutto la loro distribuzione. La pioggia cade più spesso in brevi periodi e con grande intensità. Ne conseguono inondazioni, mentre lunghi periodi di siccità e ondate di calore fanno asciugare rapidamente i suoli. Proprio questo rapido alternarsi tra eccesso d’acqua e carenza è considerato una delle maggiori sfide dei prossimi decenni.

Anche falde acquifere ben ricaricate dopo un inverno piovoso non offrono garanzia contro le carenze estive. Ciò che conta è quanto uniformemente le precipitazioni sono distribuite nell’arco dell’anno e quanto rapidamente l’acqua evapora o viene consumata a causa del caldo. Regioni come il Maine-et-Loire devono quindi affrontare un duplice compito: proteggersi dalle inondazioni e allo stesso tempo immagazzinare acqua per i mesi secchi.

Per le persone del posto questo cambiamento sembra quasi irreale. Pochi mesi fa ancora combattevano contro le masse d’acqua, oggi la vita quotidiana è segnata da misure di risparmio. Ciò che un tempo era considerato un’eccezione sta diventando sempre più la nuova normalità. La gestione dell’acqua richiederà in futuro molta più lungimiranza – perché non sono solo la siccità o le inondazioni a costituire il pericolo maggiore, ma il passaggio sempre più rapido tra i due estremi.

Autore: Andreas M. B.