Alès – 23.07.2026: Dopo le gravi minacce contro il sindaco di Alès, Christophe Rivenq, Michaël Delafosse, sindaco socialista di Montpellier, ha chiesto una risposta decisa dello Stato contro il traffico di droga. Il caso ha ormai assunto una dimensione giudiziaria nazionale: il Parquet national anticriminalité organisée (PNACO) ha assunto il 21 luglio le indagini sulle intimidazioni rivolte a Rivenq.
Presso l’abitazione del sindaco di Alès sono state rinvenute il 16 luglio scritte con un presunto riferimento al gruppo criminale DZ Mafia, nonché due cartucce di calibro nove millimetri. Nella notte tra il 20 e il 21 luglio, ulteriori minacce hanno portato al rapido trasferimento di Rivenq in un luogo protetto. La polizia ha dispiegato unità specializzate del RAID.
Delafosse ha dichiarato che l’accaduto richiede una risposta ferma e decisa contro il traffico di stupefacenti. Ha chiesto in particolare risorse aggiuntive per la giustizia. Il sindaco di Montpellier afferma di essere già stato minacciato a sua volta. Il suo intervento richiama la crescente preoccupazione di molti amministratori locali, secondo cui la criminalità organizzata legata alla droga non mette più sotto pressione direttamente soltanto le grandi metropoli, ma sempre più anche le città di medie dimensioni.
Il PNACO ha comunicato di occuparsi di tutte le minacce contro Rivenq. Le indagini sono affidate alla polizia giudiziaria nazionale, compreso l’Ufficio centrale per la lotta alla criminalità organizzata, nonché alle direzioni regionali di polizia. L’assunzione del caso da parte dell’autorità nazionale sottolinea che la giustizia sta esaminando il possibile legame con la criminalità organizzata oltre il contesto locale.
Il PNACO, divenuto operativo nel gennaio 2026, è stato istituito dalla legge del 13 giugno 2025 sulla lotta al traffico di droga. Il suo compito è coordinare procedimenti complessi contro le reti criminali. La sua competenza non sostituisce il lavoro delle procure e degli investigatori locali, ma riunisce a livello nazionale i casi particolarmente rilevanti o transfrontalieri.
Per Alès, l’accaduto si inserisce in un contesto teso ormai da tempo. La città nel dipartimento del Gard si confronta da diversi anni con punti di vendita di droga apertamente visibili e con conflitti per il loro controllo. Gli investigatori continuano a verificare se i segni comparsi provengano effettivamente da membri della DZ Mafia o se il nome del gruppo sia stato utilizzato per intimidire. Finora non è stato accertato in via definitiva alcun collegamento.
Il significato politico del caso risiede soprattutto nell’attacco a una carica comunale. Nella lotta contro le strutture locali di vendita, i sindaci dipendono dalla polizia, dalla prefettura e dalla procura, ma dispongono essi stessi soltanto di limitati poteri penali. La richiesta di Delafosse di una giustizia più forte riguarda quindi l’intera catena dell’azione penale: indagini, incriminazione, condanna ed esecuzione devono integrarsi efficacemente nella lotta alla criminalità organizzata.
Fonti
- Franceinfo
- Parquet national anticriminalité organisée
- Ministère de la Justice
- Objectif Gard
- TF1 Info
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