Parigi – 16.07.2026: Le elezioni presidenziali francesi del 2027 iniziano a prendere forma, anche se l’elenco ufficiale dei candidati non è ancora definito. Il primo turno si terrà il 18 aprile 2027 e il secondo turno il 2 maggio. Al centro della campagna iniziale c’è Marine Le Pen. La presidente del gruppo parlamentare del Rassemblement National ha annunciato la propria candidatura dopo la sentenza d’appello del 7 luglio.
La corte d’appello di Parigi ha confermato la sua condanna nel caso degli assistenti parlamentari europei, ma ha ridotto la durata della sua interdizione con effetto immediato. La pena inflitta di 45 mesi comprende 30 mesi con sospensione condizionale; è stato conteggiato il tempo scontato dal 31 marzo 2025. In questo modo, la candidatura di Le Pen torna a essere legalmente possibile, salvo ulteriori ricorsi giudiziari.
Un sondaggio Elabe pubblicato l’11 luglio colloca Le Pen, a seconda della configurazione analizzata, tra il 34 e il 35,5 per cento delle intenzioni di voto al primo turno. Si tratta di un vantaggio, ma non di una decisione anticipata sull’esito elettorale. Sarà decisivo chi la seguirà al secondo turno e potrà mobilitare un numero sufficiente di elettori del centro disperso, della destra moderata e della sinistra.
Nel blocco centrista, Edouard Philippe rimane per ora il candidato più forte. Il sindaco di Le Havre raggiunge tra il 16,5 e il 19 per cento nel sondaggio. Gabriel Attal lo segue con una percentuale tra il 13,5 e il 15,5 per cento. Entrambi incarnano percorsi diversi per uscire dall’eredità politica di Emmanuel Macron: Philippe punta su un profilo liberal-conservatore e Attal sul rinnovamento del centro presidenziale.
Jean-Luc Melenchon mantiene al contempo la sua posizione di figura più forte della sinistra al di fuori della socialdemocrazia. Per lui si registra una percentuale tra il 14,5 e il 16 per cento. Tuttavia, la sua forza all’interno dell’ex blocco di elettori di sinistra non è finora sufficiente per assicurare un chiaro vantaggio nella corsa al secondo posto. Il sondaggio mostra piuttosto uno stretto triangolo tra Philippe, Attal e Melenchon, il cui ordine dipende dalle rispettive candidature.
Per questo i socialisti cercano di limitare istituzionalmente la loro frammentazione. I loro membri hanno deciso di tenere primarie vincolate al partito in ottobre. Philippe Brun e Segolene Royal hanno annunciato la loro partecipazione; Raphael Glucksmann la sta ancora valutando. Anche Olivier Faure è considerato un possibile candidato. La questione strategica centrale non è quindi solo chi sfiderà Le Pen, ma se il centro e la sinistra moderata riusciranno a riunire in tempo un’alternativa credibile.
Fonti
- Ministero dell’Interno francese
- Corte d’appello di Parigi
- Elabe
- Le Monde
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