Da alcuni anni fanno quasi parte della divisa politica del presidente francese: gli occhiali da sole scuri di Emmanuel Macron. Quasi nessuna foto estiva senza questi modelli distintivi, che tra visita di stato, passeggiata in spiaggia e cerimonia militare rappresentano ormai molto più di una semplice protezione dal sole. In Francia sono diventati un piccolo simbolo politico — elegante, discreto e apertamente francese.
Almeno a prima vista.
Perché intorno agli occhiali del presidente emerge regolarmente la stessa domanda: questo accessorio proviene davvero interamente dalla Francia? La risposta è più complicata di quanto le immagini perfettamente studiate dall’Élysée possano far sembrare.
I modelli che Macron indossa spesso provengono per lo più da marchi francesi di alta gamma del Jura. La regione intorno a Morez e Oyonnax è da decenni considerata il cuore dell’industria francese degli occhiali. Qui hanno sede produttori tradizionali, piccole aziende familiari e botteghe specializzate che conservano ancora oggi il savoir-faire francese del settore.
Ed è proprio questa immagine che si adatta perfettamente al racconto politico del presidente.
Macron punta da tempo su simboli visibili di produzione francese. Abiti su misura, orologi, scarpe di pelle o biciclette — molto deve provenire quanto più possibile dalla produzione locale. Il messaggio è chiaro: la Francia conserva ancora industria, artigianato e qualità. In particolare in un paese che ha sofferto chiusure di fabbriche e la perdita di numerosi posti di lavoro, questa simbolica ha un peso enorme.
Ma nel caso degli occhiali la questione si fa presto incerta. O meglio: globalizzata.
Perché anche in quei casi in cui “Made in France” appare sull’asta, spesso solo una parte della produzione proviene effettivamente dalla Francia. Alcune montature nascono completamente nel Jura — dal taglio dell’acetato fino all’assemblaggio finale. Altri modelli invece combinano filiere internazionali. Le cerniere arrivano dall’Asia, determinati materiali dall’Italia, le lenti da altri paesi europei. Solo le ultime fasi di lavorazione avvengono in Francia.
Dal punto di vista legale, questo spesso basta per poter utilizzare l’ambita indicazione di origine.
Ed è proprio qui che si accende regolarmente il dibattito. I critici accusano l’industria di usare immagini patriottiche pur essendo la produzione ormai intrecciata a livello internazionale. I sostenitori rispondono che in un’economia globalizzata esistono ormai pochissimi prodotti industriali che provengono al 100% da un solo paese.
E in effetti gli occhiali di Macron raccontano molto più della Francia che semplicemente un fatto di moda. Riflettono un paese che difende con orgoglio le sue tradizioni artigianali storiche, ma che al contempo rimane profondamente integrato nelle catene di produzione mondiali. Il “Made in France” del XXI secolo consiste spesso meno in una totale indipendenza nazionale che nel design, nell’assemblaggio e nell’identità del marchio.
Forse è proprio per questo che gli occhiali del presidente affascinano così tanto.
Sembrano francesi — anche se la loro storia è ormai europea e globale.