Indietro

Nachrichten.fr · July 12, 2026

I “castelli catari” ricevono un nuovo nome prima della decisione dell’UNESCO

Carcassonne – 11.07.2026: Le sentinelle di pietra sui loro aspri speroni rocciosi hanno ricevuto un nuovo nome. Quando il Comitato del Patrimonio mondiale dell’UNESCO decidera il 26.07.2026 sulla candidatura della Francia, Peyrepertuse, Quéribus, Montségur e altri cinque complessi non saranno piu indicati come “castelli catari”. La candidatura si chiama ora “Fortezze reali della Linguadoca”: una correzione terminologica che al tempo stesso mette in discussione una leggenda regionale.

Alla candidatura seriale per il Patrimonio mondiale appartengono le mura cittadine di Carcassonne e i castelli di Aguilar, Lastours, Montségur, Peyrepertuse, Puilaurens, Quéribus e Termes. Si trovano negli odierni dipartimenti dell’Aude e dell’Ariège. Un bene seriale comprende piu luoghi separati che, nel loro insieme, devono rendere visibile un eccezionale contesto storico. In questo caso si tratta della rete di fortezze di confine che ancora oggi caratterizza il paesaggio tra il Mediterraneo e i Pirenei.

La familiare espressione “castelli catari” era soprattutto un’efficace narrazione turistica. In realta, i seguaci dei movimenti religiosi del XIII secolo perseguitati dalla Chiesa cattolica cercarono rifugio in alcuni di questi luoghi. Tuttavia, le grandi fortificazioni oggi visibili furono soprattutto ampliate o costruite ex novo dopo l’annessione della Linguadoca alla Corona francese. Servivano a consolidare il potere del re e a proteggere il confine con il Regno d’Aragona.

Proprio Quéribus racconta con particolare chiarezza questa storia intrecciata. Il castello fu per un periodo rifugio per i perseguitati e divenne poi un avamposto strategico della Corona. Anche Peyrepertuse e Puilaurens si trovavano lungo un confine sensibile, che si sposto molto piu a sud soltanto con il Trattato dei Pirenei del 1659. La nuova denominazione intende mettere al centro la funzione politica e militare dei complessi, senza cancellare dal paesaggio il ricordo dei Catari.

Il cambio di nome e tuttavia piu di un dettaglio linguistico. Nella regione, la parola “cataro” si e radicata profondamente nelle guide turistiche, nella promozione delle localita e nei ricordi familiari. Evoca immagini di persecuzioni religiose, assedi e drammatici sentieri di montagna. La definizione “fortezze reali”, invece, suona piu sobria, quasi amministrativa. Ma corrisponde alle esigenze scientifiche di una candidatura UNESCO, il cui valore deve basarsi su una storia verificabile, sull’autenticita architettonica e su un piano di tutela comune.

La decisione del 26.07.2026 avrebbe per la Francia un significato simbolico particolare. Gli otto siti potrebbero mostrare come architettura, potere e politica di confine fossero strettamente connessi nel Sud medievale. Per i visitatori, l’esperienza spettacolare rimane comunque la stessa: mura che si aggrappano alle rocce, scale nel vento e una vista su paesaggi che da sempre sfuggono alle semplici etichette della storia.

Fonti

  • Franceinfo
  • Forteresses royales du Languedoc
  • Departement de l’Aude
  • Le Monde