Il 7 maggio a prima vista sembra un comune giorno di primavera. Ma uno sguardo alla storia mostra: in questa data furono prese decisioni politiche, infuriarono guerre, risuonarono capolavori musicali e interi Stati cambiarono rotta. Alcuni eventi scomparvero nella polvere del tempo, altri segnano il mondo ancora oggi.
In Francia il 7 maggio ha più volte un peso particolare.
Nel 1995 Jacques Chirac vinse le elezioni presidenziali francesi. Dopo 14 anni sotto François Mitterrand entrò così al Palazzo dell’Eliseo un presidente conservatore. Chirac promise di combattere la «spaccatura sociale» della Francia – un tema che oggi sembra più attuale che mai. Disoccupazione, aumento del costo della vita e la crescente distanza tra Parigi e le province continuano a preoccupare la Francia. All’epoca molte persone speravano in un nuovo inizio politico. Alcuni dissero però in seguito: molto rimase com’era. Tipica politica, insomma.
Ancora più indietro ci porta il 7 maggio 1954. In quel giorno la Francia subì a Dien Bien Phu una grave sconfitta contro i Viet Minh in Indocina. La battaglia segnò praticamente la fine del dominio coloniale francese in Vietnam. Paracadutisti e soldati francesi combatterono per mesi in una valle remota – accerchiati, esausti e infine senza speranze. La sconfitta scosse profondamente la Francia. Essa avviò il ritiro dall’Indocina e accelerò in tutto il mondo la fine degli imperi coloniali europei.
Si potrebbe quasi chiedere: fu Dien Bien Phu il momento in cui la Francia accettò definitivamente di non essere più una potenza coloniale classica?
Le conseguenze si estendono fino al presente. Il rapporto della Francia con le ex colonie in Africa o in Asia resta delicato. Dibattiti su identità, immigrazione e responsabilità storica si accendono regolarmente proprio su quel passato.
Ma non solo la Francia fece storia il 7 maggio.
Nel 1915 un sommergibile tedesco affondò il transatlantico passeggeri britannico „Lusitania“ al largo delle coste irlandesi. Quasi 1200 persone morirono. Lo shock fece il giro del mondo. Soprattutto negli Stati Uniti l’opinione pubblica si rivolse nettamente contro la Germania. Sebbene gli Stati Uniti entrarono ufficialmente nella Prima Guerra Mondiale solo nel 1917, il naufragio della „Lusitania“ è considerato ancora oggi uno dei punti di svolta decisivi in quel percorso.
L’incidente mostra quanto fortemente singoli eventi possano cambiare i conflitti internazionali. Un solo attacco – e improvvisamente cambia il clima politico di un intero continente. Oggi questo ricorda abbastanza le moderne guerre informative o le crisi globali, in cui bastano secondi per ribaltare completamente l’opinione pubblica.
Anche Vienna visse un storico 7 maggio nel 1824: Ludwig van Beethoven presentò per la prima volta la sua 9ª Sinfonia. Il quarto movimento con l’„Inno alla gioia“ di Schiller è oggi fra i brani musicali più noti in assoluto. La melodia serve ormai anche come inno dell’Unione Europea.
La parte affascinante? A quel punto Beethoven era già quasi sordo. Eppure creò un’opera che ancora oggi riempie stadi, sale da concerto e cerimonie politiche. Una storia come in un film – solo che è vera.
Nel 1718 il funzionario coloniale francese Jean-Baptiste Le Moyne de Bienville fondò la città di New Orleans. Il nome ricorda il duca d’Orléans. La città si sviluppò in seguito come un crogiolo culturale di influenze francesi, africane, spagnole e americane. Jazz, cucina creola e parate del Mardi Gras – tutto questo conserva ancora oggi tracce francesi.
E poi ci sono gli eventi più silenziosi, ma comunque significativi.
Nel 1850 la Svizzera introdusse il franco come valuta unificata. Una decisione apparentemente arida, che però portò enorme stabilità. Mentre l’Europa in seguito attraversò guerre, inflazioni e riforme monetarie, il franco svizzero si sviluppò in un simbolo di sicurezza economica. Soprattutto nei periodi di crisi, gli investitori ancora oggi tendono a rifugiarsi nella valuta svizzera. È curioso quanto possano avere effetto duraturo alcune decisioni politiche del XIX secolo.
Nel 1989 nella DDR si svolsero elezioni locali che furono massicciamente falsificate. I difensori dei diritti civili documentarono accuratamente le manipolazioni. Le proteste successive si svilupparono passo dopo passo in quel movimento che pochi mesi dopo portò alla caduta del Muro di Berlino. Il 7 maggio fu quindi una delle scintille per la fine della DDR.
Anche il mondo moderno conosce momenti storici del 7 maggio.
Nel 2000 Vladimir Putin è stato ufficialmente nominato Presidente della Russia. Allora molti lo vedevano come un pragmatico modernizzatore. Oggi quel suo insediamento appare come l’inizio di una nuova era geopolitica. L’influenza della Russia sull’Europa, le tensioni con l’Occidente e la guerra in Ucraina – tutto ciò è collegato indirettamente a quel giorno nel Cremlino.
Nel 2021 invece un attacco informatico ha paralizzato la Colonial Pipeline negli Stati Uniti. Improvvisamente l’approvvigionamento di carburante della costa orientale americana vacillò. Le pompe di benzina rimasero a secco, le persone accumularono carburante in taniche – in parte persino in sacchetti di plastica. Non è uno scherzo. L’incidente ha reso evidente quanto le società moderne siano diventate vulnerabili agli attacchi informatici.
Il 7 maggio collega quindi sorprendentemente molti capitoli della storia dell’umanità: colonialismo, musica, guerra, democrazia, digitalizzazione e politica di potere.
A volte un singolo giorno decide per decenni.
E a volte il mondo si accorge molto più tardi di ciò che in realtà è iniziato in quella precisa data.