Toulouse – 29.06.2026: Il Conseil d’État ha lunedì 29 giugno 2026 confermato in via definitiva le autorizzazioni ambientali per la prevista autostrada A69 tra Toulouse e Castres e respinto i ricorsi in cassazione presentati da diverse associazioni ambientaliste. Con ciò è divenuta definitiva la decisione della Cour administrative d’appel de Toulouse del 30 dicembre 2025, secondo la quale il progetto può proseguire.
Nella motivazione scritta il più alto tribunale amministrativo richiama l’esistenza di un prevalente interesse pubblico. Tra i motivi citati figurano, tra gli altri, i risparmi di tempo sulla tratta Toulouse–Castres, un miglioramento atteso della sicurezza del traffico nonché impulsi per lo sviluppo economico dell’area urbana di Castres e Mazamet. Con le decisioni registrate sotto i fascicoli n°512448 e seguenti il Conseil d’État ha considerato legittime le fasi nazionali di autorizzazione.
Contro le autorizzazioni avevano fatto ricorso dal 2023 associazioni come France Nature Environnement Occitanie, Amis de la Terre Midi-Pyrénées e Notre Affaire à Tous. Esse criticano soprattutto gli interventi nelle zone umide e nelle superfici agricole, le disboscazioni e i possibili effetti sulle falde acquifere. Dopo la sconfitta i rappresentanti delle iniziative hanno annunciato che valuteranno la presentazione di un reclamo alla Commissione europea. Un tale procedimento potrebbe basarsi sul diritto ambientale UE e sulle norme di protezione delle specie, ma inizialmente non modifica il corso dei lavori.
La A69 è prevista come una nuova tratta lunga circa 53 chilometri tra l’area di Verfeil/Castelmaurou a nord-est di Toulouse e Castres. Committente è la concessionaria Atosca; le autorizzazioni principali sono state rilasciate nel 2023 dalle préfectures competenti. Da allora il progetto ha attraversato diverse fasi giudiziarie, in cui singole decisioni sono state confermate o annullate, prima che il Conseil d’État ora tracciasse la linea giuridica. I lavori erano già in gran parte avviati, con disboscamenti, movimenti terra e fondazioni di ponti.
Sostenitori in politica e nel mondo economico richiamano la cronica congestione della RN126 esistente, i numeri degli incidenti sulle strade extraurbane e il miglior collegamento del polo industriale e sanitario di Castres-Mazamet. I contrari sostengono invece che nuove strade attrarranno traffico a lungo termine, aumenteranno il consumo di suolo e vanificheranno l’obiettivo di riduzione delle emissioni. Essi chiedono alternative come il potenziamento delle tratte esistenti, riduzioni dei limiti di velocità, offerte di autobus e treni e misure di compensazione più rigorose per le aree naturali.
Con la decisione del 29 giugno 2026 la procedura nazionale è di fatto conclusa. Resta incerta l’accettazione di un reclamo UE e se questo potrebbe dare luogo a una procedura di infrazione formale. Fino ad allora le autorizzazioni restano valide e il calendario del progetto è responsabilità della concessionaria e delle autorità competenti.
Fonti
- Conseil d’Etat (comunicato stampa, 29.06.2026)
- Franceinfo (servizio, 29.–30.06.2026)
- La Depeche (servizio regionale, 29.06.2026)