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Nachrichten.fr · July 21, 2026

Il DNA conferma: le ossa ritrovate sono attribuibili a Delphine Aussaguel

Mailhoc – 21.07.2026: In un campo già raccolto nel nord del dipartimento del Tarn, un mistero durato anni è entrato in una nuova e dolorosa fase. Le ossa umane recuperate il 16 luglio sono state attribuite, dopo le analisi del DNA, a Delphine Aussaguel. L’infermiera trentatreenne era scomparsa nella notte del 16 dicembre 2020 dalla sua abitazione di Cagnac-les-Mines.

Il procuratore generale di Tolosa, Nicolas Jacquet, ha confermato il risultato domenica 19 luglio. L’esame è stato effettuato presso l’Institut de recherche criminelle de la gendarmerie nationale di Pontoise. Secondo quanto emerso finora, è stata ritrovata solo una parte fortemente danneggiata e limitata dei resti, soprattutto della parte inferiore del corpo. La vasta ricerca tra Mailhoc e Villeneuve-sur-Vère si è conclusa il 17 luglio.

Con l’identificazione, trova risposta la domanda sulla sorte di Delphine Aussaguel, ma non quella sulla causa della morte. Occorre ora verificare se le ossa conservate possano fornire elementi forensi al riguardo. Anche il momento esatto del decesso e possibili tracce di violenza restano oggetto di perizia. La magistratura non ha finora reso pubblici risultati in merito.

Rilevante è inoltre il luogo del ritrovamento. Secondo la procura, Cédric Jubillar aveva indicato agli inquirenti questa zona come luogo in cui sarebbe stato abbandonato il corpo. All’inizio di luglio, tramite i suoi difensori, aveva dichiarato di essere stato coinvolto nella morte della moglie. Non è noto pubblicamente quali dettagli abbia riferito agli investigatori nei successivi interrogatori e in quale misura possano essere confermati in modo indipendente.

Il 17 ottobre 2025, la Corte d’assise del Tarn aveva condannato Jubillar a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Delphine Aussaguel. Contro questa sentenza ha presentato appello. La nuova prova materiale modifica quindi il punto di partenza di un procedimento che in primo grado si era svolto senza il corpo. Ciò non cambia la presunzione d’innocenza nel procedimento non ancora definitivamente concluso.

L’inizio del processo d’appello è finora previsto per il 21 settembre 2026 davanti alla Corte d’assise dell’Alta Garonna, a Tolosa. Resta da vedere se ulteriori perizie, nuovi atti d’indagine o richieste delle parti processuali influiranno sulla data. I giudici d’appello dovranno valutare sia le prove già disponibili sia gli elementi che emergeranno dal ritrovamento e dalle indagini in corso.

Per la famiglia di Delphine Aussaguel, la conferma del DNA significa soprattutto la fine di una dolorosa incertezza sul luogo in cui si trovava. Al tempo stesso, restano senza risposta questioni centrali. Il caso, segnato per anni da operazioni di ricerca, testimonianze e da un processo senza resti mortali, è ora nuovamente determinato dal lavoro forense: sobrio, lento e decisivo per l’ulteriore accertamento della verità.

Fonti

  • Procura generale di Tolosa via Le Monde
  • Institut de recherche criminelle de la gendarmerie nationale
  • Corte d’appello di Tolosa via TF1 Info