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Nachrichten.fr · July 21, 2026

Il Parlamento decide sul divieto dei social media per gli under 15

Parigi – 21.07.2026: Martedì il Parlamento francese deciderà in via definitiva su una legge che intende vietare ai bambini e agli adolescenti di età inferiore ai 15 anni l’accesso ai social network. Una commissione paritetica composta da deputati e senatori aveva concordato lunedì un testo comune. Prima voterà il Senato, poi l’Assemblea nazionale. L’approvazione è attesa, ma solo questi due voti concluderebbero l’iter parlamentare.

Il compromesso prevede un divieto generale, non soltanto un elenco di singole piattaforme particolarmente rischiose gestito da un’autorità di regolamentazione. Dal 1° settembre 2026, gli under 15 non potrebbero quindi aprire nuovi account sui social network interessati. Per gli account utente già esistenti, secondo quanto riferito dal canale parlamentare LCP, è previsto un periodo transitorio di quattro mesi. Di conseguenza, l’adeguamento pratico non sarebbe completato integralmente all’inizio dell’anno scolastico.

Al centro dell’attuazione vi è il controllo dell’età. Le piattaforme dovrebbero accertare in modo affidabile se un utente abbia raggiunto l’età minima richiesta, senza dover conservare direttamente dati identificativi completi. Da aprile il Ministero dell’Economia lavora con aziende delle piattaforme, fornitori di servizi tecnici e autorità a procedure per la determinazione dell’età. Il governo considera tali sistemi una condizione necessaria per il previsto limite di età digitale di 15 anni.

La semplice indicazione di una data di nascita non dovrebbe essere sufficiente. Alla fine di aprile, la Commissione europea ha constatato in via preliminare che le misure adottate da Meta su Facebook e Instagram non impedivano efficacemente l’accesso ai minori di 13 anni. Al momento della creazione di un account, gli utenti potevano indicare una data di nascita falsa senza che la sua correttezza venisse verificata in modo adeguato. Questo problema spiega perché la Francia richieda una soluzione tecnica più solida.

Sotto il profilo della protezione dei dati, il progetto è tuttavia impegnativo. L’autorità francese per la protezione dei dati CNIL mette da tempo in guardia contro procedure che trasmettono direttamente alle piattaforme copie di documenti d’identità o dati biometrici. L’autorità sostiene l’impiego di fornitori indipendenti di servizi di verifica, che confermino a una piattaforma soltanto che una persona ha raggiunto il limite di età. Un simile modello dovrebbe evitare che il servizio sociale venga contemporaneamente a conoscenza dell’identità e del comportamento di utilizzo.

Anche sul piano del diritto europeo, Parigi ha dovuto apportare modifiche. Il 7 luglio la Commissione europea ha contestato alcune parti di una precedente bozza francese, giudicandole incompatibili con la legge europea sui servizi digitali, il Digital Services Act. Il Senato ha quindi dichiarato che il suo approccio, basato su un elenco di reti vietate, non era stato respinto in linea di principio da Bruxelles. L’accordo ora raggiunto punta invece a un divieto generale e trasferisce la prova decisiva sulla sua applicazione giuridicamente solida e rispettosa dei dati.

Se la legge venisse definitivamente approvata il 21 luglio, la Francia non sarebbe automaticamente pronta sul piano tecnico. Il termine fino al 1° settembre è breve e le piattaforme devono introdurre procedure efficaci contro le false dichiarazioni, rispettare le prescrizioni europee e garantire la protezione dei dati personali. La decisione politica sul limite di età sarebbe così presa; la sua applicazione pratica inizierebbe soltanto in seguito.

Fonti

  • Senato
  • Assemblea nazionale – LCP
  • Ministero dell’Economia e delle Finanze
  • Commissione europea
  • CNIL

Dieser Artikel wurde mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt.