Parigi – 13.07.2026: L’Assemblea nazionale francese e il Senato hanno respinto una richiesta dell’associazione Transparence Citoyenne di trasmettere i giustificativi delle spese connesse al mandato di tutti i deputati e senatori. Secondo Franceinfo, entrambe le Camere sottolineano che l’utilizzo di questi fondi è già soggetto a un controllo istituzionale. La questione centrale, dunque, non riguarda l’esistenza delle verifiche, bensì la loro verificabilità pubblica.
I 577 deputati dell’Assemblea nazionale e i 348 senatori ricevono fondi destinati a coprire i costi professionali connessi al loro mandato. Possono includere spese per uffici, viaggi, comunicazione o servizi. Tali fondi non possono essere utilizzati per l’arricchimento personale. Dalle leggi sul ripristino della fiducia nella vita politica del 15 settembre 2017, le norme e i controlli sono stati definiti in modo sensibilmente più preciso in entrambe le Camere.
Nell’Assemblea nazionale, il Déontologue, il responsabile etico indipendente, vigila sul corretto utilizzo dell’indennità per le spese. Può disporre controlli a campione e verifiche specifiche qualora vi siano elementi concreti che indichino una violazione delle norme. Il controllo può portare a raccomandazioni, richieste di rimborso o all’accertamento di una violazione. Il quadro normativo si basa sull’articolo 4 sexies dell’ordinanza del 17 novembre 1958 sul funzionamento delle Camere parlamentari.
Al Senato, il compito spetta al Comité de déontologie parlementaire. Secondo la seconda Camera, le spese di tutti i senatori vengono controllate ogni anno; revisori contabili indipendenti assistono l’organismo. Nell’ottobre 2025 il Senato ha comunicato che il controllo aveva riguardato il 52 per cento delle spese sostenute nel 2024 da 362 senatori. Questa cifra indica un approccio di verifica che include giustificativi e voci di spesa, ma non prevede la pubblicazione generalizzata delle singole fatture.
Il confronto giuridico con gli amministratori locali è possibile solo in misura limitata. Il Consiglio di Stato ha deciso l’8 febbraio 2023, confermando tale posizione nel 2025, che i giustificativi di spesa degli eletti locali e dei dipendenti pubblici sono in linea di principio accessibili, purché le informazioni meritevoli di tutela siano oscurate caso per caso. Per i documenti parlamentari, tuttavia, si applica una disciplina speciale. La legge sui rapporti tra pubblico e amministrazione rinvia espressamente all’ordinamento autonomo delle Camere parlamentari.
Non esiste quindi un diritto automatico di estendere all’Assemblea nazionale e al Senato le norme di accesso agli atti applicabili alle amministrazioni. Transparence Citoyenne chiede comunque la pubblicazione o almeno la consegna dei giustificativi, facendo leva sull’interesse pubblico nell’utilizzo di fondi statali. Le Camere oppongono il proprio sistema di controllo e lo speciale status costituzionale del Parlamento.
Sul piano politico, il caso mette in luce una tensione che perdura da anni. Le verifiche interne possono limitare gli abusi e consentire richieste di rimborso, ma non sostituiscono necessariamente il controllo pubblico delle singole spese. Al contrario, una divulgazione completa può coinvolgere dati personali, questioni di sicurezza o informazioni relative a terzi. Una maggiore trasparenza richiederebbe quindi con ogni probabilità una disciplina esplicita, legislativa o interna alle Camere, che definisca con precisione accesso, oscuramenti e poteri di controllo.
Fonti
- Franceinfo
- Assemblée nationale
- Sénat
- Légifrance
- Conseil d’État
- Transparence Citoyenne
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