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Nachrichten.fr · July 19, 2026

Il Parlamento UE adotta la posizione sul Chat Control: nessuna sorveglianza generale in vigore

Bruxelles – 19.07.2026: Il dibattito sulle norme UE denominate Chat Control è accompagnato da affermazioni di ampia portata. Dopo la decisione del Parlamento europeo del 9 luglio, tuttavia, non è stata adottata né una sorveglianza generale di tutti i messaggi privati né è stata messa in vigore la fine della crittografia end-to-end. La procedura parlamentare relativa alla normativa temporanea non è infatti ancora conclusa.

L’oggetto della discussione è un’eccezione limitata nel tempo alle norme europee sulla tutela della riservatezza delle comunicazioni elettroniche. Essa dovrebbe consentire ai fornitori di determinati servizi di comunicazione di utilizzare volontariamente tecnologie per individuare, segnalare e rimuovere dai propri servizi materiale noto raffigurante abusi sessuali su minori. Da ciò non deriva alcun obbligo per tutti i servizi di messaggistica o per tutti gli utenti.

La precedente eccezione era scaduta il 3 aprile 2026. Il Consiglio dell’Unione europea ha presentato il 2 luglio una posizione secondo la quale le misure volontarie dovrebbero essere nuovamente consentite fino al 3 aprile 2028. Il Parlamento ha poi esaminato la proposta con procedura d’urgenza e ha adottato la propria decisione in seconda lettura il 9 luglio. Secondo l’osservatorio legislativo del Parlamento, è ora nuovamente necessaria una decisione del Consiglio.

È quindi falsa l’affermazione secondo cui il Parlamento avrebbe introdotto da solo una sorveglianza permanente delle comunicazioni private. Nel procedimento legislativo ordinario, una legge UE entra in vigore soltanto quando Parlamento e Consiglio concordano sullo stesso testo. L’attuale stato della procedura significa pertanto che l’eccezione temporanea non è ancora nuovamente in vigore.

È altrettanto fuorviante sostenere che il voto abbia abolito la crittografia end-to-end. La versione sostenuta dal Parlamento a marzo prevedeva espressamente di escludere le comunicazioni crittografate end-to-end dalle misure volontarie. La seconda lettura attualmente in corso riguarda la diversa posizione del Consiglio. Le garanzie definitive che verrebbero applicate dipendono quindi dall’ulteriore decisione del Consiglio.

Inoltre, la normativa non riguarda la legge UE permanente sulla prevenzione e il contrasto degli abusi sessuali su minori online, negoziata da anni. Questa iniziativa va distinta, sul piano giuridico e politico, dall’attuale soluzione transitoria. Secondo le istituzioni UE, la normativa transitoria dovrebbe colmare una lacuna mentre proseguono i negoziati sul quadro di lungo periodo.

Le critiche ai possibili interventi nella privacy e nel segreto delle comunicazioni restano parte del confronto politico. Per la valutazione attuale, tuttavia, è decisivo quanto segue: il dibattito riguarda misure volontarie di singoli fornitori nell’ambito di un’eccezione temporanea. Dalla situazione al 19 luglio 2026 non si possono dedurre un’analisi generalizzata di tutti i messaggi, l’abolizione della crittografia o un diritto permanente già definitivamente approvato.

Fonti

  • Consiglio dell’Unione europea
  • Parlamento europeo – Osservatorio legislativo
  • Parlamento europeo