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Nachrichten.fr · July 20, 2026

Il Rassemblement National porta la legge sul fine vita davanti alla Corte costituzionale

Parigi – 20.07.2026: Secondo informazioni dei media, il Rassemblement National ha adito il Conseil constitutionnel in merito alla legge su un diritto all’aiuto a morire. Il partito nazionalista di destra reagisce così cinque giorni dopo l’approvazione definitiva del testo da parte dell’Assemblea nazionale. Prima della promulgazione, la legge potrà ora entrare in vigore soltanto dopo la decisione della Corte costituzionale.

L’Assemblea nazionale aveva approvato il testo il 15 luglio 2026 in ultima lettura con 291 voti contro 241 e 29 astensioni. La legge istituisce, a condizioni rigorosamente definite, il diritto di richiedere l’aiuto a morire. Potranno accedervi persone maggiorenni con cittadinanza francese o con residenza legale permanente in Francia, affette da una malattia grave e incurabile con prognosi avanzata o terminale.

Ulteriori condizioni sono una sofferenza fisica o psichica persistente che non risponde ai trattamenti, oppure una sofferenza percepita dall’interessato come insopportabile, nonché la capacità di esprimere la propria volontà in modo libero e informato. Sulla richiesta decide un medico nell’ambito di una procedura collegiale. Dopo un periodo di riflessione, la persona interessata può assumere autonomamente la sostanza letale; se non è fisicamente in grado di farlo, può somministrarla un medico o un infermiere.

Il ricorso del Rassemblement National amplia un controllo di costituzionalità già in corso. Il primo ministro Sebastien Lecornu aveva annunciato il 14 luglio di adire il Conseil constitutionnel su tre punti: la durata del periodo di rinuncia, le garanzie di tutela per le persone maggiorenni sottoposte a protezione legale e la compatibilità della clausola di coscienza per il personale sanitario con l’identità di determinate strutture. Anche il presidente del Senato Gerard Larcher ha adito la Corte il 16 luglio.

Larcher ha motivato il proprio passo con ambiguità nel testo definitivo. Ha posto al centro dell’attenzione in particolare il termine di soli due giorni fino alla conferma della richiesta, il controllo di una volontà libera e informata, l’accesso alla giustizia in caso di dubbi e l’estensione della clausola di coscienza. Il Senato aveva respinto il testo il 7 luglio; l’Assemblea nazionale si è poi imposta nella procedura prevista dall’articolo 45 della Costituzione.

Il Rassemblement National aveva respinto a maggioranza la riforma in Parlamento, anche se singoli deputati del partito avevano votato a favore del testo. Nella votazione del 30 giugno, 103 dei 122 deputati RN di allora hanno votato contro, 14 a favore e cinque si sono astenuti. Il nuovo ricorso aggiunge un livello istituzionale all’opposizione politica: la Corte costituzionale non esamina l’opportunità della legge, bensì la sua compatibilità con i diritti fondamentali e con le norme procedurali della Costituzione.

Ai sensi dell’articolo 61 della Costituzione, tra gli altri il primo ministro, i presidenti delle due Camere del Parlamento o almeno 60 deputati o senatori possono sottoporre al Conseil constitutionnel una norma approvata ma non ancora promulgata. La sua decisione può confermare singole disposizioni, subordinandole a riserve interpretative, oppure annullarle. Solo successivamente sarà possibile promulgare la legge sull’aiuto a morire.

Fonti

  • Franceinfo
  • Governo francese
  • Senato
  • Assemblea nazionale