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Nachrichten.fr · July 15, 2026

Il settore edile chiede nuove regole di lavoro in caso di caldo estremo

Francia – 15.07.2026: dopo la terza ondata di calore di questa estate, il lavoro nei cantieri torna al centro del dibattito. Lavoratori, imprese edili e sindacati chiedono che la protezione dal caldo non sia organizzata soltanto in situazioni eccezionali. Si discutono anticipi dell’orario di inizio, pause di recupero più lunghe, minori attività fisicamente gravose nelle ore più calde e una migliore tutela contrattuale in caso di sospensioni.

Sono particolarmente colpiti i lavoratori dell’edilizia civile e delle infrastrutture, perché lavorano all’aperto, movimentano carichi pesanti e spesso possono proteggersi solo in misura limitata dalla luce solare diretta. Secondo le autorità statali, le alte temperature aumentano considerevolmente il rischio di infortuni. La concentrazione e la capacità di reazione possono diminuire, mentre diventano più probabili disidratazione, affaticamento e problemi circolatori legati al caldo.

Per i datori di lavoro esistono già obblighi concreti. Devono rilevare l’esposizione al caldo nella valutazione dei rischi e adeguare il lavoro alla situazione. Tra le misure rientrano lo spostamento degli orari di lavoro, l’evitamento delle attività più gravose nelle ore più calde, pause sufficientemente lunghe, aree di sosta ombreggiate e abbigliamento da lavoro adeguato. Se le misure di protezione non sono sufficienti, l’attività in cantiere deve essere sospesa.

Nei cantieri deve inoltre essere resa disponibile acqua potabile. Qualora non sia presente acqua corrente, sono prescritti almeno tre litri per lavoratore e per giornata lavorativa; per attività fisiche particolarmente pesanti può essere necessaria una quantità maggiore. Le regole non si applicano soltanto agli operai edili dipendenti, ma, a determinate condizioni, anche ai lavoratori autonomi e agli imprenditori che lavorano personalmente in cantiere.

Dal giugno 2025, le disposizioni per la protezione dal caldo intenso sono espressamente sancite dal diritto del lavoro. In caso di allerte ufficiali per il caldo, le imprese devono adottare misure preventive graduali e rafforzare i dispositivi di protezione con l’aumento dell’esposizione. Nei cantieri, anche il piano generale di sicurezza e salute e il piano di sicurezza specifico devono tenere conto dei rischi legati al caldo intenso.

L’attuale dibattito va quindi oltre il rispetto delle prescrizioni minime. I rappresentanti dei lavoratori sostengono l’introduzione di regole estive programmabili, affinché le squadre non reagiscano soltanto quando le temperature sono già pericolose. I datori di lavoro richiamano al tempo stesso le scadenze dei lavori, i costi e la difficoltà pratica di spostare le attività in aree urbane densamente edificate o in presenza di lavori notturni rumorosi.

Durante la stagione estiva, gli organismi statali per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro intensificano controlli e consulenza nei settori maggiormente esposti. In caso di sospensione del lavoro durante livelli elevati di allerta ufficiale, le imprese edili possono avvalersi, a determinate condizioni, di meccanismi di compensazione e indennizzo. Resta tuttavia decisiva l’organizzazione concreta di ogni cantiere: la protezione dal caldo deve essere preparata prima dell’inizio dei lavori e concordata con i lavoratori.

Fonti

  • Franceinfo
  • Service-Public Entreprendre
  • Ministero del Lavoro e della Solidarietà
  • INRS
  • Legifrance

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