Saumos – 02.08.2026: Gli incendi boschivi nel nord della Gironda stanno mettendo a dura prova i vigili del fuoco. Dall’inizio dei roghi, quasi 100 soccorritori hanno subito conseguenze per la salute a causa dei gas di fumo, riferisce Franceinfo. Negli ultimi giorni, gli incendi nei dipartimenti della Gironda e delle Landes hanno rilasciato grandi quantità di fumo. Le rilevazioni del sistema regionale di monitoraggio della qualità dell’aria continuano a indicare livelli elevati di particolato fine, sebbene l’attività degli incendi sia diminuita in diversi punti.
Il carico maggiore grava soprattutto sulle squadre che operano direttamente sulle fiamme, spengono i focolai residui o mettono in sicurezza le aree bruciate. Il fumo degli incendi di vegetazione può contenere particolato fine, monossido di carbonio, ossidi di azoto e composti organici volatili. Le sostanze presenti e le rispettive concentrazioni dipendono dal materiale combusto, dalla temperatura di combustione e dal vento. Tra le possibili conseguenze acute figurano irritazione delle vie respiratorie, difficoltà respiratorie, mal di testa, nausea e spossatezza.
Il pericolo non scompare neppure dopo le operazioni di spegnimento vere e proprie. Fuliggine e altri residui possono aderire a caschi, giacche, guanti, veicoli e attrezzature. I vigili del fuoco entrano quindi nuovamente in contatto con sostanze nocive durante le operazioni di bonifica, quando si tolgono gli indumenti protettivi e durante la pulizia. La separazione e la pulizia rigorose delle attrezzature contaminate sono pertanto importanti per la tutela della salute quanto la protezione delle vie respiratorie e i controlli medici.
Gli interventi attuali riguardano un problema noto da anni nella medicina del lavoro. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro classifica l’esposizione professionale dei vigili del fuoco come cancerogena per l’uomo. I rischi derivano sia dall’inalazione dei prodotti della combustione sia dal contatto della pelle con particelle contaminate. Oltre alla lotta agli incendi, sono interessate anche le esercitazioni, le operazioni di riordino e la manutenzione delle attrezzature sporche.
Alla fine del 2025, la Francia ha ampliato le proprie norme per il riconoscimento delle malattie professionali. Secondo la Direction générale de la sécurité civile et de la gestion des crises, quattro tipi di cancro vengono ora presi in considerazione come possibili malattie professionali dei vigili del fuoco. La normativa include esplicitamente la lotta agli incendi, le esercitazioni con esposizione a sostanze nocive, le operazioni di bonifica e la pulizia di attrezzature e indumenti protettivi contaminati.
Per il riconoscimento devono tuttavia essere soddisfatti requisiti stabiliti. Per il cancro alla vescica, ad esempio, è richiesta un’esposizione documentata di almeno dieci anni. Poiché le malattie possono manifestarsi soltanto decenni dopo il contatto con sostanze nocive, per le persone interessate è importante disporre di una documentazione completa degli interventi e delle esposizioni.
Nell’area del bacino settentrionale di Arcachon, l’incendio resta sotto osservazione. Il 31 luglio Atmo Nouvelle-Aquitaine ha segnalato una minore attività dell’incendio e un calo del numero dei punti caldi, ma ha continuato a registrare emissioni di particolato fine provenienti dal fumo e dai focolai residui. Il carico sulla salute persiste quindi anche durante le operazioni di messa in sicurezza e di bonifica.
Fonti
- Franceinfo
- Atmo Nouvelle-Aquitaine
- Direction générale de la sécurité civile et de la gestion des crises
- Portale digitale delle risorse della sicurezza civile
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