La situazione degli incendi boschivi nel Sud della Francia si aggrava ulteriormente. Da mercoledì sera centinaia di vigili del fuoco lottano contro diversi grandi roghi che, a causa della siccità, del caldo e dei forti venti, si propagano rapidamente. Particolarmente colpiti sono i dipartimenti Aude, Hérault e Bouches du Rhône. Per molti abitanti l’estate 2026 comincia con una domanda angosciata: quanto si spingeranno le fiamme questa volta?
Il rogo più grave è scoppiato mercoledì pomeriggio nel comune di Oupia nel dipartimento dell’Hérault. In breve tempo il fuoco ha raggiunto il vicino dipartimento dell’Aude. Già giovedì mattina circa 900 ettari erano in fiamme. Se si sommano tutti gli incendi attivi contemporaneamente, la superficie distrutta, secondo varie fonti, si aggira addirittura oltre i 1.100 ettari.
Circa 800 vigili del fuoco stanno contrastando il fuoco. Ricevono supporto aereo da aerei antincendio Canadair, aerei Dash e elicotteri antincendio. Fitte colonne di fumo e il vento che rinforza complicano spesso gli interventi. In alcune zone le autorità hanno evacuato i quartieri abitati a rischio; numerose strade sono rimaste chiuse per motivi di sicurezza.
La situazione resta tesa. I meteorologi prevedono raffiche fino a 60 chilometri all’ora. Condizioni del genere possono portare le fiamme a percorrere grandi distanze in pochi minuti. Basta una scintilla perché si formi un nuovo focolaio.
Anche nel dipartimento Bouches du Rhône la notte tra mercoledì e giovedì si è trasformata in una prova di forza per i soccorritori. Due grandi incendi sono scoppiati a nord di Marsiglia.
A Rognac sono andati bruciati circa 35 ettari di vegetazione. Circa 180 vigili del fuoco hanno portato l’incendio sotto controllo e impedito che si estendesse alle zone abitate. La situazione è stata molto più difficile tra Lançon Provence e La Fare les Oliviers. Lì le fiamme, fino a mezzanotte, avevano già divorato oltre 200 ettari di macchia e bosco. Per precauzione le autorità hanno evacuato diversi quartieri al confine di La Fare les Oliviers. Circa 400 vigili del fuoco sono stati impiegati senza sosta.
Il vero acceleratore degli incendi però non è il fuoco in sé. Dopo l’ondata di caldo eccezionale dei giorni scorsi, un forte Mistral si sta abbattendo su un paesaggio completamente prosciugato. Prati, cespugli e boschi assomigliano a un campo di stoppia. Chi ha camminato una volta nella garrigue mediterranea in piena estate sa quanto la vegetazione sia ormai secca. Spesso basta una minuscola fonte d’innesco. Sconvolgente, vero?
Per questo motivo Météo France ha elevato diversi dipartimenti lungo la costa mediterranea al livello massimo di allerta per il pericolo di incendi boschivi. Le autorità esortano con insistenza residenti e turisti a rispettare tutte le norme di sicurezza. Fuochi aperti, grigliate in aree a rischio o sigarette buttate via con leggerezza costituiscono attualmente un rischio enorme.
Anche il governo sta reagendo alla situazione tesa. Il primo ministro ad interim Sébastien Lecornu si reca giovedì a Marsiglia per presiedere una riunione interministeriale di crisi. Al centro dell’incontro ci saranno le operazioni di spegnimento in corso, le conseguenze della recente ondata di caldo e le strategie per affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.
Già ora è chiaro che la Francia si trova di fronte a una stagione degli incendi difficile. La combinazione di temperature in aumento, siccità persistente e venti forti aumenta notevolmente il rischio di grandi incendi. I vigili del fuoco investono da anni in tecnologie moderne e in piani d’intervento migliorati. Tuttavia, anche i soccorritori più esperti in condizioni del genere si trovano spesso ai loro limiti.
Per le persone nelle regioni colpite, al momento conta soprattutto una cosa: la sicurezza. Molti seguono l’evolversi degli eventi con preoccupazione, mentre i soccorritori combattono le fiamme 24 ore su 24. La speranza è in un rasserenamento meteorologico. Solo quando il Mistral calerà aumenteranno le possibilità di contenere definitivamente gli incendi. Fino ad allora il Sud della Francia resta in massima allerta – e ogni ora senza nuovi focolai concede ai vigili del fuoco un piccolo respiro.
Un articolo di M. Legrand