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Nachrichten.fr · July 2, 2026

Isabelle Adjani condannata in appello per evasione fiscale a pena sospesa

L’attrice francese Isabelle Adjani è stata condannata in appello per grave evasione fiscale e riciclaggio a dieci mesi di reclusione con sospensione della pena e a una multa di 10.000 euro. La corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna, ma ha ridotto di molto la pena rispetto alla sentenza di primo grado.

Alla fine del 2023 un tribunale aveva ancora condannato Adjani a 24 mesi di reclusione con sospensione e a una multa di 250.000 euro. I giudici d’appello sono giunti nuovamente alla convinzione che i fatti contestati fossero provati, ma hanno rilevato ragioni per un’attenuazione significativa della pena. Ciò non ha tuttavia modificato la valutazione di fondo delle accuse.

Al centro del procedimento c’erano operazioni fiscali degli anni 2013-2017. Secondo il tribunale, l’attuale 71enne aveva trasferito la residenza fiscale in Portogallo negli anni 2016 e 2017 solo sulla carta, sebbene il fulcro della sua vita si trovasse ancora in Francia. Inoltre si trattava di una donazione che sarebbe stata rappresentata come un prestito, nonché di trasferimenti di denaro tramite un conto bancario negli Stati Uniti.

Adjani ha respinto con decisione per tutta la durata del processo le accuse di evasione fiscale intenzionale. In tribunale si è descritta come una persona sopraffatta dalle questioni amministrative e quindi totalmente affidatasi a professionisti. Secondo quanto ha dichiarato, è stata lei stessa vittima di cattive consulenze e di manovre fraudolente. Ha sottolineato di non aver mai avuto l’intenzione di ingannare lo Stato e ha dichiarato espressamente di non essere una ladra.

L’amministrazione fiscale francese sosteneva invece che sia il centro degli interessi personali sia quelli economici dell’attrice si trovassero inequivocabilmente in Francia. Dal punto di vista delle autorità, avrebbe quindi dovuto dichiarare e tassare integralmente i suoi redditi in Francia. Questa valutazione è stata condivisa dalla corte d’appello, che così ha confermato le principali constatazioni del primo grado.

Nonostante la pena notevolmente ridotta, il procedimento giudiziario non è ancora concluso. La difesa ha annunciato subito dopo la lettura della sentenza l’intenzione di portare il caso davanti alla Corte di Cassazione francese. Lì non si deciderà di nuovo sui fatti, ma si verificherà se la corte d’appello ha applicato correttamente la legge vigente. Fino a una decisione definitiva la sentenza non è ancora definitiva.

Autore: Daniel Ivers