Nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile 2026, Israele ha intensificato le sue operazioni militari in Libano, causando crescenti tensioni nella regione.
Raid israeliani e ordini di evacuazione
Il 19 maggio 2026, l’esercito israeliano ha condotto raid aerei nel sud del Libano, uccidendo almeno sei persone, tra cui quattro a Kfarsir, una a Harouf (Nabatiyé) e una a Froun (Bint Jbeil). Parallelamente, Israele ha ordinato l’evacuazione immediata di dodici villaggi del sud del paese, tra cui Nabatiyé el-Tahta, un settore chiave della regione.
Questi ordini di evacuazione hanno seminato il panico tra i civili, provocando lo spostamento di centinaia di migliaia di persone. Organizzazioni come Amnesty International hanno espresso preoccupazioni sulla legalità di tali misure, sottolineando che potrebbero costituire una violazione delle leggi di guerra.
Reazioni di Hezbollah
In risposta ai raid israeliani, Hezbollah ha condotto attacchi di rappresaglia, tra cui il lancio di droni contro posizioni israeliane nel distretto costiero di Tiro. Il gruppo libanese ha riaffermato il proprio diritto alla legittima difesa di fronte alle azioni israeliane.
Contesto del cessate il fuoco
Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, entrato in vigore nel novembre 2024, è stato prorogato più volte. Tuttavia, sono state segnalate violazioni da entrambe le parti, inclusi raid israeliani su villaggi di confine e colpi di Hezbollah contro postazioni israeliane.
L’attuale situazione evidenzia la fragilità della tregua e le sfide persistenti nel mantenere la stabilità nella regione.
Highlights:
-, pubblicato il Saturday, May 02
-, pubblicato il Tuesday, May 19
-, pubblicato il Sunday, May 03