Ci sono luoghi in Provenza che odorano di lavanda. Altri di pini, mare o pietra calda. E poi c’è La Colle-sur-Loup, un villaggio vicino a Grasse che a maggio profuma di rose.
Non di una qualunque rosa. Ma della Centifolia, quella leggendaria „Rose de Mai“, i cui petali finiscono da secoli nei grandi profumi del Sud della Francia. Chi a metà maggio passeggiava per i vicoli del paese capiva subito perché questo fiore qui è quasi come una patrona.
Il 17 maggio 2026 il comune ha celebrato il suo evento „Autour de la Rose – Floraison artistique“. Una festa tra memoria, artigianato e arte che ha trasformato per un giorno il centro del villaggio in un atelier all’aperto profumato. Ovunque bancarelle di rose, installazioni floreali, musica, prodotti locali e persone che si lasciavano trasportare tra vecchie facciate di pietra. Non un programma turistico troppo costruito, piuttosto un affettuoso ritorno alle proprie radici.
Perché La Colle-sur-Loup fu un tempo un centro di coltivazione delle rose.
All’alba donne e famiglie si recavano nei campi per raccogliere i delicati fiori prima che il sole ne modificasse il profumo. Il lavoro era faticoso, quasi meditativo. Cesti pieni di rose venivano poi portati alla cooperativa del villaggio, fondata già nel 1908. Lì i fiori venivano pesati, selezionati, distillati o venduti alle case di profumi di Grasse. Per decenni una parte della regione ha vissuto di questo ritmo fatto di raccolta, profumo e lavoro manuale.
Oggi la cooperativa non esiste più. Nel 1995 ha chiuso definitivamente le sue porte. Ma la storia è ancora nell’aria – nel vero senso della parola.
Proprio questo rende straordinaria questa festa delle rose. Molti luoghi della Provenza vendono ormai un’immagine levigata fatta di campi di lavanda, bicchieri di rosé e tramonti. Carina, chiara. Ma spesso un po’ come un’esposizione. La Colle-sur-Loup racconta invece un’altra Provenza. Una che profuma di lavoro.
La rosa qui non era una decorazione. Significava reddito, comunità e sopravvivenza economica. Dietro ogni flacone di profumo di lusso c’erano mani piene di spine e giornate che iniziavano molto prima dell’alba.
Forse per questo la festa appare così credibile. Non romantizza completamente il passato, ma lo rende tangibile. I bambini osservano la distillazione dell’acqua di rose, i visitatori parlano con i produttori locali, i musicisti suonano in piccole piazze mentre sopra tutto si posa quel dolce profumo quasi pesante, che si fissa nell’aria tiepida di primavera.
E all’improvviso si capisce perché la gente qui non festeggia semplicemente una festa dei fiori.
Celebrano un pezzo di identità.
Autore: C.H.