Il 10 giugno la Francia vive uno sciopero ferroviario nazionale che incide significativamente sul traffico viaggiatori in tutto il paese. Mai prima d’ora la frontiera sindacale era stata così unita: per la prima volta dalla fine del 2024, tutte e quattro le grandi sigle sindacali ferroviarie hanno indetto lo sciopero congiuntamente. Per milioni di passeggeri significa una giornata piena di incertezze, ritardi e cancellazioni di treni.
La mobilitazione colpisce particolarmente il traffico a lunga percorrenza. Sulle linee ad alta velocità viaggiano in media solo due treni su tre TGV. Ciò comporta la cancellazione di circa un collegamento su tre. Sono interessati non solo i classici treni TGV InOui, ma anche le tratte Ouigo a basso costo e i treni ad alta velocità internazionali verso la Svizzera e altri paesi europei confinanti.
Chi viaggia questo mercoledì deve avere pazienza. Anche sui collegamenti in servizio, in molti luoghi sarà affollato. La SNCF cerca di distribuire i treni disponibili il più uniformemente possibile su tutta la rete, ma è difficile evitare banchine piene e treni sovraffollati.
La situazione è ancora più critica per i treni Intercités. Di queste classiche tratte a lunga percorrenza circolerà solo circa la metà. Sulle linee senza collegamento TGV sono previste forti limitazioni. Per molte città e regioni i treni Intercités rappresentano un collegamento imprescindibile. Se qui viene cancellato un treno su due, i piani di viaggio rischiano di saltare facilmente.
La sfida più grande tuttavia aspetta molti pendolari nel traffico regionale. I treni TER, la spina dorsale del trasporto locale nelle regioni francesi, circolano in molti luoghi con capacità ridotte. L’entità degli effetti dipende dalla regione. In alcune zone saranno impiegati autobus sostitutivi, ma la loro capacità spesso copre solo una frazione dei passeggeri abituali.
Soprattutto nelle grandi aree urbane lo sciopero sarà chiaramente percepibile. Nell’area metropolitana di Parigi gli esperti di trasporto prevedono condizioni particolarmente difficili. Numerose linee Transilien viaggiano solo con servizi ridotti, e anche diverse tratte RER sono coinvolte. Per molti pendolari la giornata inizia molto prima del solito. Chi vuole assicurarsi un posto a sedere dovrà accettare lunghe attese e banchine affollate.
Gli effetti si estendono ben oltre i confini francesi. I collegamenti internazionali con Germania, Belgio, Spagna, Italia e Svizzera restano sostanzialmente attivi, ma anch’essi operano con un’offerta ridotta. Poiché su molte tratte collaborano diverse società ferroviarie, la situazione varia a seconda del collegamento. I viaggiatori sono quindi invitati a controllare lo status aggiornato del proprio treno prima della partenza.
La SNCF ha annunciato ampie misure di flessibilità per i passeggeri interessati. I biglietti possono spesso essere cambiati o rimborsati gratuitamente. Inoltre, l’azienda informa direttamente i viaggiatori via SMS o email riguardo cambiamenti nelle loro tratte. Tuttavia, per molti resta aperta la domanda se il viaggio programmato si svolgerà effettivamente come previsto.
Dietro allo sciopero ci sono diversi temi conflittuali. I sindacati criticano l’andamento dei salari, si oppongono all’apertura progressiva del mercato ferroviario alla concorrenza e rifiutano la esternalizzazione di alcune divisioni aziendali. Il fatto che tutte le organizzazioni sindacali rappresentative mobilitino insieme conferisce una forza aggiuntiva alla protesta.
Per la Francia il 10 giugno rappresenta quindi uno dei giorni di traffico più difficili dell’anno. Specialmente nel traffico regionale e nell’area metropolitana di Parigi si prevedono forti disagi. Chi dipende dal treno in questa giornata deve armarsi di molta pazienza e possibilmente avere un piano B a portata di mano.