Parigi – 05.08.2026: Una retrospettiva pubblicata questo mercoledì da Franceinfo richiama una delle formule piu durature della storia elettorale francese. Con le parole “blanc bonnet et bonnet blanc”, letteralmente “berretto bianco o berretto in bianco”, il candidato comunista Jacques Duclos commento nel 1969 il ballottaggio tra l’ex primo ministro Georges Pompidou e il presidente del Senato Alain Poher. L’espressione indica ancora oggi una scelta tra alternative ritenute intercambiabili.
Il contesto politico era eccezionale. Charles de Gaulle si era dimesso il 28 aprile 1969, dopo che la riforma del Senato e delle regioni da lui proposta era stata respinta in un referendum. Le elezioni presidenziali anticipate si svolsero in una fase segnata dalle conseguenze delle proteste del maggio 1968, dalla riorganizzazione dello schieramento gollista e da una sinistra frammentata.
Al primo turno, il 1 giugno, Pompidou ottenne 10.051.783 voti, Poher 5.268.613 e Duclos 4.808.285. Con il 21,27 per cento dei voti validi, il candidato del Partito Comunista consegui un risultato notevole. Questo confermo la forza del suo partito alla sinistra dei socialisti, ma non fu sufficiente per accedere al ballottaggio: a Duclos mancarono poco meno di 460.000 voti rispetto a Poher.
Successivamente, rifiuto di raccomandare il voto per uno dei due candidati rimasti. La sua formula poneva Pompidou, candidato dello schieramento di potere gollista, e il centrista Poher sullo stesso piano politico. Non significava una completa equiparazione dei loro programmi. Era piuttosto una presa di posizione combattiva contro un ballottaggio nel quale i comunisti non riconoscevano una prospettiva propria credibile.
Questo atteggiamento incise sulla mobilitazione al secondo turno del 15 giugno. Su 29.500.334 elettori aventi diritto, parteciparono soltanto in 20.311.287. L’affluenza fu quindi nettamente inferiore a quella del primo turno. Pompidou vinse con 11.064.371 voti contro i 7.943.118 di Poher. Il 19 giugno, il Consiglio costituzionale lo dichiaro presidente della Repubblica.
L’esito elettorale pose fine alla crisi immediata di successione seguita alle dimissioni di de Gaulle, ma non alla debolezza strutturale della sinistra. Duclos aveva garantito al Partito Comunista un risultato forte, ma era rimasto escluso dal turno decisivo. Nella memoria politica e sopravvissuto soprattutto il suo motto: condensava la distanza di un grande partito di sinistra da due candidati che esso attribuiva allo stesso schieramento borghese.
Franceinfo riprende l’episodio alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2027. La retrospettiva storica mostra cosi, attraverso un esempio concreto, quale potere strategico possiedano i candidati eliminati nel sistema elettorale maggioritario francese. Nel 1969 Duclos non lo utilizzo per sostenere uno dei finalisti, ma per distinguersi da entrambi.
Fonti
- Franceinfo, L’info de l’histoire
- Legifrance, Consiglio costituzionale: risultato del primo turno del 1969
- Legifrance, Consiglio costituzionale: proclamazione dell’elezione del 1969
- Élysée, proclamazione dei risultati del 15 giugno 1969
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