Indietro

Nachrichten.fr · July 17, 2026

Jben disegna contro la marea

La Tremblade – 17.07.2026: Solo dall’alto si rivela l’intero ordine di queste immagini: cerchi, onde, figure e linee che si estendono ampiamente, tracciate con rastrelli nella sabbia bagnata. L’artista Jehan-Benjamin Tarain, noto come Jben, lavora sulla costa atlantica in una finestra temporale dettata dalla natura in modo implacabile. Con il ritorno della marea, il suo lavoro scompare di nuovo, come se il mare lo avesse concesso alla vista solo per breve tempo.

I suoi più recenti disegni sulla spiaggia, che ricevono grande attenzione sui social network, nascono nel giro di poche ore. La spiaggia non diventa soltanto una superficie, ma una protagonista: umidità, posizione del sole e consistenza della sabbia determinano quanto chiaramente emergano le tracce. Chi incontra Jben al lavoro vede inizialmente un uomo con rastrello, metro a nastro e bozzetto. La composizione monumentale si comprende solo in seguito, nelle riprese di un drone.

Jben è originario della Charente-Maritime e, secondo le sue dichiarazioni, ha iniziato a dedicarsi alla Beach Art nel 2014. Il termine indica disegni effimeri sulla sabbia umida che resta scoperta con la bassa marea. Questa forma d’arte è vicina alla Land Art, la pratica sviluppata dagli anni Sessanta che considera gli spazi e i materiali naturali non come sfondo, bensì come parte dell’opera. Per Jben, il moto ondoso è al tempo stesso cornice, limite di tempo e gomma da cancellare.

Per un attuale affresco sulla spiaggia di La Tremblade gli occorrono meno di sei ore, ovvero all’incirca la durata di una marea. Lì, opere precedenti hanno raggiunto dimensioni di 36 metri di lunghezza e 26 metri di larghezza. La loro precisione appare ancora più sorprendente poiché nasce da un piccolo disegno preparatorio ed è difficile da cogliere dal suolo. Lo sguardo della macchina fotografica trasforma la traccia artigianale in un’architettura di linee.

L’effimerità non è un inconveniente di quest’arte, ma la sua idea essenziale. Mentre i musei si confrontano con la permanenza climatizzata e la conservazione perfetta, Jben accetta la perdita come conclusione. I passanti forse vedono le immagini per pochi minuti o da un’angolazione insolita; la ripresa digitale ne conserva la forma, ma non il vento, il silenzio e il movimento esitante dell’acqua sul margine.

Il suo lavoro si muove inoltre tra gesto personale ed evento pubblico. Jben progetta motivi individuali per privati, associazioni e aziende e propone workshop. Da una pratica inizialmente giocosa sulla spiaggia si è così sviluppata una professione, senza che l’improvvisazione sia scomparsa. Ogni spiaggia richiede nuove decisioni, ogni livello dell’acqua una velocità diversa. In questo atelier il mare non è uno sfondo romantico, ma il più severo degli organizzatori.

Proprio in questo risiede la delicata bellezza di queste immagini. Per un istante appartengono a tutti coloro che passano per caso e a nessuno abbastanza a lungo da poterle possedere. Quando la prima onda leviga le linee, non rimane alcuna rovina, ma una spiaggia vuota. L’opera di Jben ricomincia il mattino seguente proprio da questo vuoto.

Fonti

  • Franceinfo
  • Beach Art Effet Mer – Jben
  • TF1 Info