Parigi – 07.07.2026: La sezione d’appello del tribunale di Parigi ha confermato la condanna contro Marine Le Pen nel caso degli assistenti presumibilmente pagati ingiustamente dal Parlamento europeo e ha nel contempo ricalibrato alcuni elementi della pena. Secondo il tribunale la questione della colpevolezza è rimasta invariata, mentre parti della pena – tra cui quote sospese e la durata dell’incompatibilità elettorale – sono state ridotte rispetto al primo grado. L’ex presidente del Rassemblement National (RN) era già stata condannata in primo grado perché collaboratori risultavano registrati come assistenti parlamentari a Bruxelles pur svolgendo prevalentemente compiti di partito in Francia.
L’avvocato di Le Pen si è detto “parzialmente soddisfatto” dopo la lettura della sentenza e ha osservato che il motivo scritto verrà esaminato attentamente prima di decidere un eventuale ricorso alla Cour de cassation. La difesa ritiene in particolare controverso l’entità dell’attività parlamentare dei collaboratori interessati e le questioni di competenza tra la giustizia francese e le istituzioni dell’UE. Dall’entourage del partito è stato detto che non si trarranno conclusioni affrettate e che si valuteranno prima i dettagli della decisione.
Sul piano politico lo sguardo si concentra sulle ripercussioni per le elezioni presidenziali del 2027. Un’incandidabilità giudiziaria potrebbe – a seconda dell’esatta durata e dell’eventuale computo delle quote sospese – limitare i margini di manovra di Le Pen. Gli osservatori sottolineano che termini formali e possibili rimedi in Cassazione possono ancora ritardare l’applicazione di alcune sanzioni. Al tempo stesso emergono questioni strategiche per il RN: il leader del partito Jordan Bardella si è profilato nei mesi scorsi come figura centrale, senza mettere apertamente in discussione la leadership di Le Pen. Come il partito modellerà la composizione per il 2027 dipenderà anche dal fatto se i gradi di giudizio confermeranno nei punti chiave la condanna ora ratificata.
Il caso degli assistenti UE impegna politica e magistratura da anni. Le autorità europee avevano annunciato richieste di rimborso dopo che verifiche interne avevano indicato che erano state rendicontate prestazioni non riconducibili al lavoro nel Parlamento europeo. Più ex dirigenti del Front National, tra cui persone vicine all’entourage di Le Pen, erano stati coinvolti nell’inchiesta. Nel dibattito pubblico non si tratta da allora solo di questioni penali, ma anche della distinzione tra attività di partito e esercizio del mandato parlamentare – un tema che ha più volte generato conflitti fra diritto nazionale, regolamenti parlamentari e prassi politica.
Per l’ulteriore svolgimento è determinante quando sarà notificato il motivo scritto della sentenza e se la difesa ricorrerà alla Cassazione nei termini previsti. Un tale passo non riesaminerà i fatti, ma valuterà l’applicazione del diritto da parte della corte d’appello. Fino ad allora restano aperti gli scenari interni al partito. Il RN ha annunciato che adeguerà la strategia elettorale ai vincoli giuridici e proseguirà l’organizzazione in vista delle prossime consultazioni elettorali.
Fonti
- Franceinfo
- Euronews
- Le Monde
- TF1/TF1Info
- Public Sénat