La giustizia francese deve esaminare possibili maltrattamenti di cittadini francesi che a fine maggio hanno partecipato a una flottiglia di solidarietà per la Striscia di Gaza. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha trasmesso il caso alla procura dopo che diversi partecipanti avevano lanciato gravi accuse contro le autorità israeliane. Lo scandalo si sta trasformando in un nuovo banco di prova per i già tesi rapporti tra Parigi e Gerusalemme.
Al centro delle accuse ci sono attivisti francesi che hanno preso parte alla cosiddetta flottiglia “Global Sumud”. L’iniziativa, composta da diverse decine di imbarcazioni, voleva portare aiuti simbolici a Gaza e al contempo richiamare l’attenzione sulla situazione umanitaria nella regione afflitta da guerra e blocco. La marina israeliana ha fermato il convoglio e temporaneamente arrestato numerosi partecipanti.
Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri francese, diversi coinvolti hanno denunciato ai funzionari consolari maltrattamenti subiti durante la detenzione. Sono stati menzionati violenza fisica, umiliazioni, privazione del sonno e esposizione a basse temperature. Particolarmente gravi sono le accuse di abusi sessuali e altre azioni che, secondo la legge francese, potrebbero avere rilievo penale.
Barrot ha basato la sua decisione sull’articolo 40 del codice di procedura penale francese. Tale articolo obbliga le autorità statali a trasmettere eventuali reati alle autorità inquirenti competenti. La procura deve ora valutare se aprire un procedimento di indagine e in che misura i tribunali francesi siano competenti a esaminare le accuse.
Parallelamente, diversi avvocati degli attivisti coinvolti stanno preparando proprie denunce. Essi chiedono una completa chiarificazione degli eventi e una valutazione legale delle accuse mosse. Al momento, tuttavia, è del tutto incerto se le accuse reggeranno in tribunale. Gli investigatori dovranno verificare sia l’affidabilità delle testimonianze sia eventuali prove e dichiarazioni.
Il caso ha anche una rilevante dimensione diplomatica. Recentemente la Francia ha più volte criticato il governo israeliano e ha espresso preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Ulteriori tensioni sono nate dalla decisione di Parigi di imporre restrizioni all’ingresso per alcuni rappresentanti della destra israeliana. Immagini di attivisti arrestati con le mani legate e in ginocchio hanno suscitato indignazione in diversi paesi europei.
Israele respinge le accuse di maltrattamenti. Il governo sottolinea che gli attivisti sono stati trattati nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti. Le indagini avviate avranno quindi probabilmente conseguenze non solo legali ma anche politiche. Il loro esito potrebbe influenzare ulteriormente il dibattito sul trattamento degli attivisti internazionali pro Gaza e i rapporti tra Francia e Israele.
Autore: P. Tiko