Parigi – 15.07.2026: Dopo i numerosi incendi di vegetazione e boschivi delle ultime settimane, l’attenzione si concentra anche sulla responsabilità penale dei possibili responsabili. Franceinfo ha riferito di circa 60 arresti dall’inizio dell’estate. La Gendarmeria ha inoltre confermato che, dall’inizio di luglio, ha arrestato 32 persone nella sola area di propria competenza, sospettate di aver causato singoli focolai d’incendio.
Tuttavia, un arresto non implica né colpevolezza né condanna. Gli investigatori devono prima chiarire dove sia iniziato un incendio e se sia stato causato da un guasto tecnico, da disattenzione o da un’azione intenzionale. Negli interventi più rilevanti, gruppi specializzati nell’accertamento delle cause collaborano con vigili del fuoco, gendarmeria ed esperti dell’amministrazione forestale. Le indagini si svolgono di volta in volta sotto la direzione della procura competente.
Per gli incendi causati per negligenza, il codice penale prevede già sanzioni considerevoli. Chi, ad esempio, provoca un incendio violando una norma obbligatoria di prudenza o sicurezza e danneggia beni altrui rischia in linea di principio fino a un anno di reclusione e una multa di 15.000 euro. In caso di violazione manifestamente deliberata delle norme, la pena sale a due anni di reclusione e 30.000 euro.
Per gli incendi in foreste, boscaglie, brughiere o piantagioni si applicano limiti massimi più severi. In caso di negligenza sono possibili fino a due anni di reclusione e 30.000 euro, mentre in caso di inosservanza intenzionale di specifiche prescrizioni di sicurezza fino a tre anni e 45.000 euro. Se persone vengono esposte a pericolo fisico o vi è il rischio di un danno ambientale irreparabile, le pene massime possono salire rispettivamente a tre o cinque anni di reclusione e fino a 100.000 euro.
L’incendio doloso è perseguito in modo significativamente più severo. Chi distrugge con il fuoco un bene altrui e può così mettere in pericolo delle persone rischia, ai sensi dell’articolo 322-6 del codice penale, dieci anni di reclusione e una multa di 150.000 euro. Se il reato riguarda aree forestali o di vegetazione e sussiste un pericolo per le persone o l’ambiente, la pena prevista arriva fino a 15 anni di reclusione e 150.000 euro di multa.
Le circostanze aggravanti possono aumentare ulteriormente la sanzione. Tra queste figurano i reati commessi da un gruppo organizzato, lesioni gravi o aggressioni compiute a causa dell’attività di un agente di polizia, di un gendarme, di un membro dei vigili del fuoco o di un altro pubblico ufficiale. Per incendi dolosi di foreste e vegetazione, in tali casi sono possibili fino a 30 anni di reclusione e una multa di 200.000 euro. Se un incendio doloso provoca la morte di una persona, si rischia l’ergastolo.
Le indagini in corso si collocano in una fase di elevato rischio di incendi a causa del caldo e della siccità. Secondo la Gendarmeria, si stima che il 90 per cento dei focolai d’incendio sia riconducibile ad attività umane, tra cui disattenzione, attività professionali o atti criminali. Le autorità richiamano pertanto in particolare il divieto di fuochi all’aperto e di barbecue vicino alle aree boschive, nonché l’obbligo di gestire con particolare attenzione i mozziconi di sigaretta e i lavori che producono scintille.
Fonti
- Franceinfo
- Gendarmerie nationale
- Légifrance – Code pénal
- Légifrance – Code forestier