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Nachrichten.fr · July 30, 2026

La Francia vuole espellere la commentatrice filorussa Xenia Fedorova

(Mit Hilfe von KI erstellte Illustration).

La Francia inasprisce la propria linea contro le presunte operazioni di influenza russe. Il Ministero dell’Interno ha emesso un provvedimento di espulsione nei confronti di Xenia Fedorova, ex direttrice dell’emittente RT France, ormai vietata. Le autorita accusano la giornalista russa di diffondere deliberatamente narrazioni del Cremlino nel panorama mediatico francese e di mettere cosi in pericolo l’ordine pubblico e gli interessi fondamentali dello Stato.

Fedorova non e stata finora espulsa. Dopo la notifica del provvedimento, e agli arresti domiciliari e deve presentarsi ogni giorno presso una stazione di polizia. Il suo avvocato Emmanuel Piwnica ha annunciato che presentera immediatamente ricorso contro la decisione. Secondo il diritto amministrativo francese, un tribunale verifichera ora con ogni probabilita se siano effettivamente soddisfatte le condizioni per un’espulsione.

Accusa di influenza coordinata

Secondo il Ministero dell’Interno, il caso va ben oltre un’attivita giornalistica controversa. Nel provvedimento di espulsione Fedorova viene definita un’intermediaria delle campagne russe di disinformazione. Diffondendo le relative narrazioni, contribuirebbe a influenzare l’opinione pubblica e a minare la fiducia dei cittadini francesi ed europei nelle loro istituzioni. La sua presenza rappresenterebbe pertanto una “minaccia particolarmente grave e attuale per l’ordine pubblico”.

Il governo francese inserisce il caso in un contesto piu ampio di politica di sicurezza. Dall’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, la Francia e altri Stati europei hanno notevolmente inasprito le misure contro le operazioni di influenza straniere. Oltre agli attacchi informatici, allo spionaggio e al sabotaggio, l’attenzione delle autorita di sicurezza si concentra sempre piu anche sulle campagne di disinformazione e sull’impiego di media controllati dallo Stato.

Dall’emittente statale RT France a CNews

Dal 2017 Fedorova era incaricata della creazione e della direzione di RT France. La filiale francese dell’emittente finanziata dallo Stato russo perse le proprie possibilita di diffusione nell’Unione europea poco dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, nel marzo 2022. Bruxelles giustifico il divieto affermando che i media statali russi facevano parte di una strategia informativa coordinata del Cremlino e diffondevano propaganda a sostegno della guerra di aggressione.

Dopo la chiusura definitiva di RT France nel 2023, Fedorova e rimasta in Francia. Ha fondato una societa di consulenza e si e rapidamente affermata come commentatrice in diversi media dell’imprenditore Vincent Bollore. Da allora appare regolarmente su CNews e Europe 1, scrive per JDNews e conduce programmi sulla Chiesa ortodossa.

Le sue analisi sulla guerra in Ucraina si orientano spesso all’argomentazione ufficiale russa. I critici le rimproverano di relativizzare la responsabilita di Mosca per la guerra di aggressione, di attribuire agli Stati occidentali la responsabilita della durata del conflitto e di alimentare dubbi sulle istituzioni europee. Il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot l’aveva gia definita pubblicamente, settimane prima del provvedimento di espulsione, una “propagandista conclamata” che fungerebbe da portavoce della disinformazione del Cremlino.

Un delicato equilibrio giuridico tra liberta di espressione e tutela dello Stato

Il caso dovrebbe ora impegnare i tribunali amministrativi. L’avvocato di Fedorova sostiene che la sua assistita e una giornalista e ha esercitato la propria attivita professionale nel quadro delle leggi vigenti. Un’espulsione basata esclusivamente su opinioni politiche o posizioni editoriali sarebbe difficilmente compatibile con i diritti fondamentali.

Il governo deve quindi dimostrare che non si tratta soltanto di espressioni di opinione incisive o controverse, ma di un contributo attivo a un’operazione di influenza straniera che produce effetti concreti sulla sicurezza nazionale o sull’ordine pubblico. Questa distinzione e considerata giuridicamente complessa e dovrebbe costituire il nucleo del procedimento imminente.

Anche gli standard giuridici europei svolgono un ruolo in questo contesto. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo tutela sia la liberta di espressione sia la liberta di stampa. Al contempo, riconosce che questi diritti possono essere limitati a determinate condizioni quando la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico sono gravemente minacciati. I giudici dovranno quindi effettuare un’attenta ponderazione tra le liberta individuali e gli interessi di sicurezza dello Stato.

Polemica sul permesso di soggiorno

Il caso ha assunto ulteriore rilevanza politica per il fatto che Fedorova aveva ottenuto soltanto nel 2024 una carta di soggiorno francese valida dieci anni. L’autorizzazione era stata rilasciata nell’ambito di una normale procedura amministrativa e, una volta divenuta nota, ha suscitato notevoli discussioni.

Esponenti dell’opposizione hanno chiesto per quale ragione un’ex direttrice di un’emittente statale russa gia vietata potesse ottenere un titolo di soggiorno di lunga durata. Diversi ministeri si sono poi visti costretti a spiegare che la decisione era stata presa a livello amministrativo e che non vi era stata alcuna influenza politica. L’affare ha dato luogo a un intenso dibattito sulla verifica dei permessi di soggiorno per persone accusate di avere legami con reti di influenza straniere.

I media di Bollore parlano di attacco alla liberta di stampa

I gruppi mediatici Canal+ e Lagardere hanno preso apertamente posizione a favore della loro collaboratrice. In una dichiarazione congiunta, si sono detti “scioccati” dal provvedimento di espulsione e hanno assicurato a Fedorova il loro pieno sostegno.

Secondo le aziende, il tentativo di escludere una giornalista dal dibattito pubblico a causa delle sue posizioni politiche costituirebbe una grave ingerenza nella liberta di espressione e di stampa. Proprio in una societa democratica deve esistere spazio anche per opinioni scomode o controverse.

I critici ribattono che la tutela della liberta di stampa potrebbe incontrare dei limiti laddove i media diventino deliberatamente parte di campagne di influenza dirette dallo Stato. Proprio questa questione dovrebbe ora assumere rilevanza politica anche al di la del singolo caso concreto.

Il provvedimento di espulsione segna quindi un punto di svolta nell’approccio francese alla presunta influenza straniera. Per la prima volta, una misura di tale portata e rivolta contro una commentatrice affermata nei media francesi, accusata dal governo di agire nell’interesse di uno Stato straniero. Resta aperto se questa accusa reggera in tribunale. Indipendentemente dall’esito del procedimento, il caso continuera probabilmente a segnare a lungo il dibattito sui confini tra liberta di stampa, sicurezza nazionale e tutela delle istituzioni democratiche.

Andreas M. Brucker